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venerdì 23 settembre 2011

Libri: Africana

Africana. Racconti dall'Africa che scrive in portoghese, è una raccolta di diciannove racconti scritti da altrettanti scrittori africani accomunati dalla caratteristica di scrivere in portoghese. Il libro, pubblicato nel maggio 1999 da Feltrinelli nella collana "I Canguri" è curato da Vincenzo Barca e Roberto Francavilla.
Quella dell'Africa lusofona africana è una comunità, che seppur con storie diverse, è legata da fatti ed eventi che si intersecano in modo intenso . Tutti i paesi ottengono, ultimi tra i paesi africani, la loro indipendenza nel breve arco di tempo che va dal 1974 al 1975. L'Angola, il Mozambico e la Guinea Bissau a seguito di una decennale guerra di liberazione che nel caso dei primi due si protrarrà per oltre due decenni. Le altre due realtà Capo Verde e Sao Tomè e Principe, sono invece legate dal quel comune "essere isole" che ne ha condizionato la vita e lo sviluppo culturale e politico. Per scelta dei curatori, motivata dall'assenza di figure letterarie nel campo della narrativa, la Guinea Bissau non è presente in questa antologia.
E' chiaro che la nuove generazioni di intellettuali e narratori dell'Africa Portoghese può essere datata a partire dagli anni '30 (sebbene il primo libro stampato in Africa lusofona è del 1849 in Angola) e continua con una generazione di letterati che si sono formati in Europa, del resto molti degli autori sono africani bianchi. Così come molti di loro si sono formati durante, e attraverso, la guerra di liberazione e la successiva guerra civile.

Nell'antologia sono presenti i mozambicani Mia Couto (1955), Josè Craveirinha (1922-2003), Luis Bernando Honwan (1942) e Suleiman Cassamo (1962); i capoverdiani Baltasar Lopes (1907-1989) e Manuel Lopes (1907-2005), Gabriel Mariano (1928-2002) e Germano Almeida (1945) ; il santomese Alves Preto (1931) e gli angolani Manuel Rui (1941), Arlindo Barbeitos (1940), il primo persidentente angolano Agostinho Neto (1922-1979), Boaventura Cardoso (1944), Ruy Duarte de Carvalho (1941-2010),  Josè Eduardo Agualusa (1961), Pepetela (1941), Arnaldo Santos (1936), Josè Luandino Vieira (1935) e Uanhenga Xitu (1924).

L'intento dei curatori era quello di mescolare modernità e tradizione, autori affermati (Vieira, Pepetele e Couto in particolare) con personaggi della lotta all'indipendenza (Neto in primis) e nuove voci. Il risultato è un libro piacevole, ricco di spunti e a tratti divertente. Un tributo alla lingua portoghese che ancora una volta riafferma la complessità e la varietà del continente africano.


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