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martedì 18 ottobre 2011

Santuario nazionale degli uccelli di Djoudji

Il Santuario Nazionale degli uccelli di Djoudji e' una zona umida, di circa 16.000 ettari (di cui circa un quarto occupato da un lago), che si trova sul delta del fiume Senegal, a nord-est di Saint Louis, in Senegal, al confine con la Mauritania (dove continua il Parco Nazionale Diawling). Secondo alcune stime il Santuario, divenuto Patrimonio dell'Umanità nel 1981, ospita fino a 1,5 milioni di uccelli. Tra le specie più frequenti il pellicano, il fenicottero rosa, l'airone rosso, la spatola, la garzetta e il cormorano. Non mancano uccelli che arrivano dall'Europa (si stima, che tra settembre e aprile circa 3 milioni di uccelli transitano nell'area) , che dopo aver attraversato una parte del deserto del Sahara, svernano in questi luoghi. Infatti Djoudji costituisce il primo punto d'acqua dopo oltre 200 chilometri di deserto.
L'area è diventata parco  il 14 aprile 1971 (dal 1962 una piccola area di 3 ettari era riserva), nel 1975 i suoi confini sono stati estesi agli attuali (da 13.000 a 16.000 ettari). Divenuto sito riconosciuto dalla Convenzione di Ramsar nel 1980, dal 1981 è appunto Patrimonio dell'Umanità.
Dal settembre 1999 il delta del fiume, all'interno del santuario, è stato invaso da una pianta acquatica, la Salvinia molesta (chiamata anche kariba), originaria del Brasile, che ha messo in pericolo l'intero ecosistema. La pianta infatti si riproduce velocemente coprendo intere superficie di acqua e impedendone l'ossigenazione. Per questa ragione nel 2000 il santuario è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanità in pericolo. Dal 2001 sono state avviate tutte le procedure per l'estirpamemto biologico della pianta. Per farlo si usa un batterio, il Cyutobagous salvinae che divora la pianta. La cura sembra aver avuto effetto al punto che nel 2006 il santuario è stato tolto dalla lista dei siti in pericolo.
Non era la prima volta che il Santuario di Djoudji si trovava ad essere un "osservato speciale". Lo fu dal 1984 al 1988 a seguito dei progetti di sviluppo agricolo dell'area (furono costruite anche delle dighe che oggi regolano l'afflusso dell'acqua) che minacciavano effetti negativi sul l'ecosistema del sito. Anche in quell'occasione il sito fu inserito nella Lista dei Siti patrimonio dell'Umanità in Pericolo. Dal 1993 al 2009 anche la Convenzione di Ramsar mise il santuario degli uccelli di Djoudji nella Lista di Montreaux (lista delle aree Ramsar a rischio per fattori antropici o di inquinamento) per l'invasione di alcune specie di piante acquatiche infestanti quali la Pistia stratiotes e la Paspalum vaginatum.
Il risultato di tutti questi interventi è che nonostante tutto oggi si può ancora godere di uno dei più bei santuari ornitologici del pianeta.


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