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mercoledì 27 gennaio 2016

La corruzione che oscura il futuro

Sudafrica, foto di Tony Maake
Recentemente, come avviene ininterrottamente  dal 1995, l'organizzazione tedesca Transparency International ha pubblicato l'indice annuale sulla corruzione nel nostro pianeta. Una fotografia precisa e documentata sulle tante possibilità che nel nostro pianeta - a causa degli alti livelli di corruzione - vengono gettate al vento. Dire che la corruzione oscura il futuro di miliardi di persone non è un allarmismo ma, la triste e cruda realtà del nostro vivere.
Sancara aveva già affrontato il tema nel 2012 e nel 2014 in occasione della pubblicazione dell'annuale report, analizzando la caratteristiche dell'indice e le sue origini.
La situazione, nonostante ancora due terzi dei paesi del mondo (ovvero il 68%) possono essere definiti altamente corrotti (indice inferiore a 50 su scala 100), sembra per la prima volta, offrire qualche speranza per il futuro.
Il lavoro di molte persone che hanno intrapreso azioni, di denuncia e di protesta, in ogni parte del mondo, hanno iniziato a dare dei timidi, ma importati segnali.
Dire che senza una forte azione sulla corruzione, ovvero sull'uso privato del potere pubblico, il nostro futuro, ed in particolare di quelle persone che nel mondo hanno meno accesso ai diritti ed ai servizi, rischia di essere enormemente compromesso appare quasi banale.

Inutile dire che i paesi nel mondo dove la corruzione è assente o percepita come tale appartengono al nord Europa (Danimarca, Finlandia, Svezia, Nuova Zelanda, Olanda e Norvegia le prime classificate), mentre i luoghi ove la corruzione dilaga senza freni sono collocati per lo più in Africa (Somalia, Nord Corea, Afghanistan, Sudan, Sud Sudan e Angola le ultime sei posizioni).
Vi sono però elementi di speranza perchè in alcuni paesi la situazione migliora notevolmente, tra questi il Senegal, la Grecia e il Regno Unito su tutti.
Non mancano naturalmente situazioni di relativo o importante peggioramento come il Brasile, la Libia, la Spagna e la Turchia.

Per quanto riguarda l'Africa, è il Botswana il primo paese (28° posto assoluto, era 31° lo scorso anno), seguito da Capo Verde, Seicelle, Maurizio, Namibia, Ruanda (oggi 44°, era 55°) e il Ghana (56°).
L'Italia, pur guadagnando qualche posizione (oggi è 61°, era 69°) resta in una zona molto torbida (assieme alla Bulgaria e al Lesotho), confermando quello che già tutti percepiamo con molta chiarezza.

Transaparecy International sostiene che la vera sfida è la legalità. Affinche le leggi (presenti in tutti gli ordinamenti) non saranno applicate la lotta alla corruzione sarà sempre debole e perdente. E' necessario poi che la stampa e la società civile sia libera: libera di indagare, criticare e manifestare. Personalmente aggiungerei, per quanto riguarda le aree del continenete africano, l'istruzione. Il combinato disposto di conoscenza e consapevolezza (dei propri diritti in particolare) e la lotta comune di più persone sono gli unici antidoti ad un mondo che contunua ad oscurare il futuro di molti.

Attreverso il sito di Trasparency International è possibile seguire le iniziative di contrasto e la situazione della corruzione nel nostro pianeta.



 

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