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giovedì 1 gennaio 2009

Benin



(ex Dahomey)
Repubblique du Benin









Superficie: 112.620 Km2
Popolazione: 9.325.032 (stima 2011)
Religioni: Cristiani 43%, Mussulmani 24%, Animisti 33%
Lingue: Francese (uff.)
Capitale: Porto Novo
Ordinamento: Repubblica Presidenziale Unicamerale
Divisione amministrativa: 12 provincie
Presidente: Eletto ogni 5 anni
Parlamento: Assemblee Nationale con 83 membri eletti ogni 4 anni – con sistema proporzionale
Indipendenza: 1 agosto 1960 (da Francia)

Musica:

Sintesi:
XV sec. –XIX sec. Regno Abomey (etnia Fon)
1851 Primi arrivi colonizzatori
1894-1960 Dominio Francese
1894-1899 Protettorato
1899-1958 Colonia (Parte Africa Occidentale Francese)
1958-1959 Membro “Comunità Francese”
1959 Federeazione con il Mali
1959-1960 Colonia
1960 1 agosto Indipendenza

CRONOLOGIA:
1889 - La Francia inizia la conquista del paese
1890 aprile - I francesi vincono la battaglia di Acthoupa.
1958 22 settembre - Dopo un referendum, entra nella Comunità Francese ( come repubblica con il nome di Dahomey)
1959 gennaio - Adesione alla Federazione del Mali ( se ne stacca quasi subito su insistenza della Costa d’Avorio)
4 aprile 1959 - Entra a far parte di un Consiglio d’Intesa con Costa Avorio, Niger e AltoVolta (collaborazione stretta politica e economica).
1960 11 luglio - Insieme ai membri del Consiglio d’Intesa firma a Parigi accordo per indipendenza.
1960 1 Agosto - INDIPENDENZA.
Capo dello Stato Hubert MAGA
1963 28 ottobre - Colpo di stato militare guidato dal generale Chrisophè Soglo.
Capo di Stato Sourou Migan APITHY
1965 27 novembre – Il Presidente Apithy costretto alle dimissioni dal Primo Ministro Tomentin che assume la presidenza ad interim.
1965 29 dicembre –Costretto alle dimissioni Tometin. Presidente ad interim Thairou CONGACOU
1965 22 dicembre - Colpo di stato
Al potere il gen. Christophè SOGLO . Dopo fallimento cooperazione tra Maga e Apithy.
Sciolta assemblea, sciolti i partiti politici e sospesa Costituzione.
1967 15 dicembre - Colpo di stato
Destituito Christophè Soglo, mentre era in Francia. Costituzione Governo Miliare Rivoluzionario, capeggiato dal col. Alphonse ALLEY.
1968 31 marzo - Approvata una nuova Costituzione ( dopo referendum popolare, larghissima maggioranza).
1968 5 maggio - Elezioni presidenziali
Annullate a causa della alta astensione (75%). Nominato dal Governo militare provvisorio, l’economista Emile Derlin ZINSOU Presidente e Capo del governo
1969 10 dicembre - Colpo di stato
Promosso dal col. Maurice Koundetè. Direttorio composto anche da Singozan, Benoit – Presidente Paul Emile de SOUZA.
1970 maggio - Varata una legge che istituisce un Consiglio Presidenziale (di 3 membri) ciascuno dei quali avrebbe esercitato la presidenza per un biennio.
1970 7 maggio – Presidente Hubert MAGA – consiglio composto anche da Ahomadegbe Tometin e Apithy.
1972 - Alla vicinanza del passaggio della presidenza da Maga a Ahomadegbe, tensioni e episodi sospetti.
1972 7 maggio – Presidente Justin AHOMADEGBE’ Tometin
1972 26 Ottobre - Colpo di stato.
Al potere il Gen. Mathieu KEREKOU. Arrestati i 3 membri del Consiglio di Presidenza.
1973 febbraio - Tentativo eversivo fallito
1975 gennaio - Tentativo eversivo fallito.
1975 novembre - Fondato dal presidente Kerekou il PRPB ( Partito Rivoluzionario del Popolo) (marxista-leninista)
1975 11 novembre -Il Dahomey cambia nome in Repubblica Popolare del BENIN.
1977 - Varata una Nuova Costituzione.
Ispirata ai principi marxisti-lenisisti.
1977 16 gennaio -Tentato colpo di stato a opera dei mercenari comandati da Bob Denard (appoggio di Marocco, Gabon e Francia) che nel 1993 sarà condannato da un tribunale francese a 5 anni di reclusione.
1977 14 aprile - Risoluzione 405 del CdS Nazioni Unite - condanna aggressione del gennaio 1977 e condanna stati che tollerano mercenari.
1979 - Formata l’Assemblea Rivoluzionaria Nazionale (336 membri)
1985 maggio - Proteste degli studenti universitari. Incidenti.
1988 marzo - Tentato colpo di stato ad opera di alcuni militari tra cui uno stretto collaboratore del presidente.
1989 dicembre - Ripudiato il socialismo. Riconosciuta la distinzione tra stato e partito.
1990 febbraio - Conferenza per l’elaborazione della Costituzione.
1990 12 marzo - Nuovo governo “tecnico” presieduto da Nicephore SOGLO, in vista delle elezioni.
1990 2 dicembre - Nuova Costituzione
1991 febbraio – Elezioni Presidenziali (I turno)
Vanno al ballottaggio Nicephore Soglo (UTRD) con il 36,2% e Mathieu Kerekou (27,2%).
1991 24 MarzoPrime Elezioni democratiche e secondo turno ballottaggio presidenziali
UDFP/MDPS/ULD 12/64. PNDD/PRD 9/64, PSD/UNSP 8/64, NCC 7/64, PND 7/64, MNDD/MSUP/UDRN 6/64, UDS 5/64.
Eletto Presidente Nicephore SOGLO (ex funzionari Banca Mondiale)(Rinascita Beninese) 68%. Kerekou (32%) fugge all'estero.
1992 agosto- Ammutinamento dell'esercito federale fedele al vecchio capo di stato ( Kerekou). Sedato dall'esercito.
1993 febbraio - 22 partiti di opposizione formano una Convezione per il Cambiamento criticando il nepotismo del presidente Soglo.
1994 12 gennaio - Svalutato il franco CFA.
1994 marzo - Proteste degli studenti
1995 28 marzo - Elezioni legislative
Sconfitta dei sostenitori del presidente a favore dell’opposizione.
Rinascita Beninese (PRB) 20/83, Partito Rinnov. Democratico (PRD)di Houngbedji 19/83, Nostra Causa Comune (NCC) di Tevoedirè (4/83). FARD 10/83, PSD 8/83, UDS 5/83, RLD 4/83.
1996 4 marzo - I turno elezioni presidenziali
Vittoria di Mathieu Kerekou (ex dittatore marxista) 37% seguito dal presidente Nicephore Soglo 35,7%.
I due andranno al ballottaggio. Adrien Houngbedji ottiene il 18% e altri 4 candidati il 9,3%.
1996 18 marzo - Secondo turno elettorale (presidenziali)
Vittoria di Mathieu Kerekou 52,5% , batte il presidente in carica Soglo 47,5%. Affluenza maggiore dell’80%.
1996 8 aprile – Nominato Primo Ministro Adrien HOUNGBEDJI (accordo di governo)
1998 8 maggio - Si dimette il pm Adrien Houngbejii, del Partito Rinnovamento, ponendo fine alla coalizione di governo.
1999 30 marzo - Elezioni legislative
I partiti di opposizione che sostengono l'ex presidente Nicéphore Soglo ottengono 42 degli 83 seggi dell'Assemblea nazionale .
2001 4 marzo - Elezioni presidenziali I turno – vota 87,7% -
Il presidente uscente Mathieu Kérékou ottiene 45,4%, mentre il suo predecessore, Nicephore Soglo il 27,1% . L’ex PM Adrien Houngbedji al 12,6% e Bruno Amoussou al 8,6%. Si andrà al ballottaggio.
2001 20 marzo - Sarà Bruno Amoussou, già ministro nel governo uscente, l'avversario del capo di Stato, Mathieu Kérékou, nel ballottaggio delle elezioni presidenziali fissato per il 22 marzo. Dopo il ritiro del secondo classificato nel primo turno, Nicéphore Soglo, - che ha denunciato brogli nelle operazioni di voto - anche Adrien Houngbedji, giunto terzo nel primo turno, ha rifiutato il ballottaggio.
2001 24 marzo - Presidenzili (II turno) – vota 53,4% -
Il presidente uscente Mathieu Kérékou ha vinto il ballottaggio per le elezioni presidenziali con l'84,06%. Il suo avversario, Bruno Amoussou, ha ottenuto il 16%. Secondo la Commissione elettorale le schede nulle sono state l'8%. Il risultato dovrà ora essere ratificato dalla Corte costituzionale.
2003 30 marzo - Elezioni Legislative
L'Unione per il Benin del Futuro (Ubf, al potere) e la coalizione MP (Mouvence Presidentielle) hanno conquistato 53/83 seggi e il 55,8% dei voti del parlamento , le opposizioni, con il 43%, ottengono 30/83 seggi.
2003 25 dicembre – Incidente aereo a Cotonou. Si schianta al decollo un aereo diretto in Libano, 140 morti.
2006 5 marzo – Elezioni Presidenziali primo turno
Vanno al ballottaggio Yayi Boni , ex collaboratore di Soglo, con il 32% e Adrien Houngbedji (RPD) con il 25%.
2006 19 marzo – Elezioni presidenziali
Eletto presidente Yayi Boni con il 75%.
2007 15 marzo – Fallito attentato per uccidere il presidente Boni.
2007 31 marzo – Elezioni legislative
FCBE (Force Cowrie for an Emerging Benin, guidata da Boni) 35/83, ADD (Alliance for Dynamic Democracy) 20/83, PRD (10/83), altri e indipendenti 18/83.
2011 13 marzo – Elezioni presidenziali
Yayi Boni vince con il 53,1% contro Adrien Houngbedji con il 35,6%
2011 30 aprile – Elezioni legislative
Vince il partito del Presidente (FCBE 41/83), i suoi alleati ottengono altri 11 seggi, garantendo così un’ampia maggioranza parlamentare.

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