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giovedì 1 gennaio 2009

Burundi


Republika y’Uburundi ; Republique du Burundi











Superficie:                   27.830 km2
Popolazione:              10.216.190 (2011, stima
Religioni:                    Cristiani  67% - Animisti 23%  Musli 10%
Lingue:                        francese, kirundi (entrambe ufficiali), swahili
Capitale:                     Bujumbura
Ordinamento:              Repubblica Presidenziale Bicamerale
Parlamento:                 Assemblee Nationale max 100 (per gruppi etnici), Senato 54
Indipendenza:              30 giugno 1962 ( da amministrazione Belgio)

Musica:



Sintesi:
1884                           Arrivo dei tedeschi e dei gesuiti
1 luglio 1890               Parte dell’Africa Orientale Tedesca
giugno 1916                Occupazione Belga (possedimento)
20 luglio 1922             Mandato Lega delle Nazioni (Ruanda-Urundi)
13 dicembre 1946       Territorio amministrato UN
gennaio 1961              Autonomia
1 luglio 1962               Indipendenza (Regno del Burundi)
28 novembre 1966      Repubblica


CRONOLOGIA:

1884-1985 - Conferenza di Berlino decide lo stato di diritto dei tedeschi. I re del Burundi, Mwezi Gisabo, si oppone ad ogni trattativa con i tedeschi.

1890 - La colonia prende il titolo ufficiale di " Protettorato Africa Orientale Tedesca" (Ruanda-Urundi).

1903 - Il re accetta i tedeschi nel territorio firmando il trattato di Kiganda.

1915 16 dicembre – Diventa re Mwabutse IV

1918 - I tedeschi, sconfitti in guerra, devono rinunciare alle colonie.

1920 - Mandato delle Nazioni Unite al Belgio

1925 21 agosto - Unito amministrativamente al Congo Belga.

1956 - Gravi disordini nel Ruanda-Burundi tra Tutsi (antica aristocrazia dominante) e Hutu (80% della popolazione), dopo la decisione del governo belga di organizzare le elezioni dei Consigli consultivi. Massacro dei Tutsi.

1958 - Il principe Louis Rwagasore (nazionalista , legato ai capi lumumbisti del Congo)(etnia Tutsi) fonda il partito UPRONA (Union for National Progress).

1960 5 dicembre - L’ONU raccomanda la fissazione della data dell’indipendenza e la fine dell’amministrazione fiduciaria belga.

1961 5 agosto - Annunciata attuazione dell’autonomia ( i due territori scelgono opzioni diverse: Ruanda- forma repubblicana, Urundi - re tradizionale - Mwambutsa.)

1961 18 settembre – Elezioni legislative, sotto sorveglianza ONU. Uprona ottiene oltre l’80%. Il Fronte Comune (sostenuto dall’Amministrazione Belga) è il grande sconfitto.

1961 29 settembre - Il principe Rwagasore nomiato primo Ministro (Urundi) e affari comuni dei due territori.

1961 13 ottobreAssassinato il Primo Ministro,  principe Rwagasore da un sicario greco assoldato da membri del Partito Cristiano Democratico, sostenuto dai belgi. L’assassinio di Rwagasore, che è considerato in padre dell’indipendenza, segna un punto di rottura in Burundi.

1962 30 Giugno - INDIPENDENZA.
Nonostante le pressioni nell’ONU per la creazione di uno stato unico con il Rwanda.
Creato uno stato sovrano, monarchia per 4 anni. Re MWAMBUTSA, capo governo Andrè MUHIRWA.

1964 inizio - Apertura verso la Cina Popolare

1964 - Elezione vittoria dell'etnia Hutu.
Il sovrano, Mwambutsa, rifiuta di affidare il governo agli hutu.

1965 15 gennaioAssassinato il Primo Ministro Ngendandumwe

1965 febbraio - Tentativo insurrezionale che porta all’uccisione di molti parlamentari hutu. Gravi scontri nel Paese. Il re si rifugia in Svizzera.

1965 10 maggio – Elezioni legislative
Vittoria Uprona (tutsi)

1965 30 settembre – Assassinato il PM Joseh Bamina.


1965 18 ottobre – Colpo di stato ad opera di membri di etnia hutu, guidati da Gervais Nyangoma. Massacrati i tutsi, che sotto la guida del giovane militare Micombero sopprimono il golpe.

1966 8 luglio – Deposto il re Mwambutsa (che dall’ottobre 1965 si trovava in Svizzera). Diventa re il figlio diciannovenne Charles NDIZEYE. L’11 luglio nomina Primo Ministro il Col. Michel Micombero, tutsi del partito Uprona, che è di fatto il vero uomo forte del paese.

1966 1 Settembre - Il Principe Ndiziye (figlio di Mwambutsa) viene ufficialmente incoronato e assume il nome di NTARE V. Nomina Primo Ministro il Col. Michel Micombero, tutsi del partito Uprona.

1966 29 novembreColpo di stato
Il primo Ministro Micombero depone il re (che andrà in esilio in Germania) e proclama la Repubblica. Divenendone, a 26 anni, Presidente. Si forma il Comitato Nazinale Rivoluzionario e si instaura una feroce dittatura che esclude l’etina hutu da qualsiasi ruolo nel paese.
Capo del Governo Jean NITHRUWANA

1972 aprile - Uprona diventa partito unico. Tentato colpo di stato, connesso con il rientro dell’ex re Ntare V, che sarà giustiziato il 29 aprile, della maggioranza Hutu che termina con un massacro.La minoranza Tutsi massacra la maggioranza Hutu (150.000 morti).
Tra i giustiziati anche l’ex PM Cimpaye (1961)

1976 1 Novembre - Colpo di stato
Micombero, oramai incontrollabile, è rovesciato dal movimento diretto dal Colonello Jean-Baptiste BAGAZA, anch’egli tutsi.

1976 - Varata la riforma agraria-

1978 13 ottobre – Abolita la carica di Primo Ministro (sarà ripristinata nel 1988).

1981 20 novembre - Costituzione

1987 3 settembre - Colpo di stato
Deposto Bagaza (in esilio prima in Libia, poi in Uganda) dal Mag. Pierre BUYOYA (tutsi,Uprona). Nonostante alcune deboli aperture verso i diritti dell’etnia hutu, i tutis sono ancora la classe dominante.

1988 giugno-settembre - Gravi scontri tra le due etnie alla frontiera con il Ruanda. Si calcolano tra i 5 e i 24 mila morti.

1988 19 ottobre Primo Ministro Adrien SIBOMANA (hutu). Per la prima volta dal 1965 il governo è guidato dall’etnia maggioritaria del paese. Governo a maggioranza hutu con l’esercito che resta in mano Tutsi.

1992 - Buyoya crea un "zona franca" che permetterà al  Burundi di essere il 5° esportatore di oro, pur senza produrne in quantità rilevante.

1992 marzo - Fallito colpo di stato militare.

1992 - Multipartitismo

1993  1  Giugno- Elezioni presidenziali democratiche.
Vince Melchior NDADAYE (Hutu) del partito FRODEBU (64,8%) (Fronte dem. Burundi-espressione etnia hutu) che diventa Presidente. Batte il candidato Uprona, il tutsi, Pierre Buyoya che resta al 35,21%.

1993 30 giugno - Elezioni legislative – vota il 91,4% -
Vittoria del  Frodebu con 72,6% (65/81), all’Uprona con 21,9% (16/81), altri 7,2% (0/81)

1993 10 luglio - Primo ministro, una donna tutsi che ha sposato un hutu, Sylvie KINIGI.

1993 21 Ottobre - Colpo di stato
I Paracadutisti Tutsi assaltano il palazzo presidenziale. Ucciso a tradimento il presidente Ndadaye e il presidente del Parlamento. Nel golpe è implicato Buyoya.
I militari massacrano nuovamente gli Hutu. A capo si pone Francois NGEZE (Uprona) (ex  ministro Interno del governo Buyoya), con lui l'ex dittatore Bagaza.
Sarà l’inizio della Guerra Civile del Burundi che si concluderà solo nel 2005.

1993 22 Ottobre - Jean Minami (ministro Sanita' che durante il golpe si trovava in Ruanda) proclama la costituzione del Governo Democratico del Burundi in esilio.

1993 24 Ottobre - Il golpe collassa. Il presidente Ngeze agli arresti. Continua guerriglia tra Tutsi e Hutu. Resta in carica il primo Ministro Sylvie Kinigi.

1993 23 dicembre – Presidente ad interim, Sylvestre NTIBANTUNGANYA

1994 14 gennaio - Eletto presidente Cyprien NTARYAMIRA ( Frodebu -hutu)-
PM, Anatole KANYENKIKO (Uprona-tutsi ). Governo di unità nazionale, mentre nel paese prosegue la guerra civile.

1994 4 aprile - I tutsi danno un avvertimento al presidente. Gravi conseguenze se partecipera' alla conferenza di pace sulla Regione a Dar el Salam.

1994 6 aprile - Il Presidente Ntaryamiara, insieme al presidente del Rwanda, Juvenal Habyarinama muore in un attentato aereo (razzo) a Kigali (Ruanda) al rientro da una conferenza di pace a Dar el Salam.
Eletto presidente ad iterem, Sylvestre NTIBANTUGANYA ( Frodebu party)


1995 marzo - Scontri tra Hutu e Tutsi.
Il 11/3 ucciso il Ministro Energia , Kabushemeye, hutu. Segue inizio di violenze etniche,  omicidi e vendette.. Uccisi anche europei (belgi). L’esercito per il 95% composto da Tutsi. Molti Hutu fuggono in Zaire.

1995 27 novembre - Inizio di una campagna militare dell’esercito contro i ribelli hutu.

1996 27 maggio - Il leader guerriglia hutu in esilio, Leonard Nyangoma (ex ministro interni governo di Ndadaye - e guida del Consiglio Naz. Difesa Democrazia (Cndd) e del braccio armato Esercito Difesa Democrazia (Fdd) annuncia cessate il fuoco unilaterale, mentre squadristi tutsi continuano a seminare morte

1996 25 giugno - Vertice ad Arusha (Tanzania) tra capi di stato di Burundi, Kenya, Ruanda, Uganda, Tanzania e Etiopia per la pace in Burundi. (solo lo Zaire non partecipa)- senza importanti decesioni.

1996 23 luglio - Colpo di Stato
Al potere il Mag. Pierre BUYOYA (tutsi-Uprona), già autore di un golpe nel 1987 e al potere fino al 1993- Mentre il presidente legittimo è ancora nell’ambasciata USA (liquidato l'ultimo potere hutu). Migliaia di profughi hutu ruandesi lasciano il paese per paura di ritorsioni, altri espulsi saranno esplusi in agosto.

1996 agosto – Embargo internazionale sulle armi al Burundi.

1996 17 agosto - I Ministri esteri Africa Orientale, riuniti a Kampala chiedono il ristabilimento dell’ordine costituzionale in Burundi e vietano ai membri del governo golpista di recarsi nei loro paesi. Sanzioni economiche.

1996 22 agosto - Secondo Amnesty Internatinal uccise nel paese, dopo il golpe oltre 6000 persone.

1996 7 ottobre - Prima riunione del Parlamento dopo il golpe. Presenti solo 38 deputati (28 del Frodebu (partito di maggioranza, hutu) e 10 dell’Uprona ( tutsi). La maggioranza dei membri si trova in esilio o è morta durante gli scontri. Tutti gli esiliati sono del Frodebu (che aveva 65 eletti).Il Parlamento ha specificato che non riprenderà i lavori fino alla ripristinazione della Costituzione.

1996 30 novembre - La guerra civile ha già provocato 150 mila morti e grandi spostamenti di popolazioni e carestie.

1997 16 maggio - Il principale movimento hutu (Cons. Naz. Difesa democrazia) e il governo hanno deciso a Roma, con la mediazione della ComunitàSant’Egidio, di dare via a negoziati diretti per porre fine alla guerra civile che dura dal 1993.

1997 7 giugno – Dopo quasi un anno esce dall’ambasciata USA a Bujumbura, l’ex presidente Ntibantunganya che lì si era rigiugiato durante il golpe del luglio 1996.

1997 25 agosto – Si riaprono i colloqui di pace in Tanzania nonostante l’accusa del Burundi che afferma che la Tanzania e il suo mediatore, l’ex presidente Nyerere, sono pro-hutu.

1998 17 gennaio - Il Consiglio Naz. Per la difesa democrazia, braccio poltitico dei ribelli hutu, si ritira dai negoziati di pace con il governo, accusandolo di agire in modo etnicamente discriminante nell'applicazione della giustizia.

1998 21 gennaio - I leader dei paesi limitrofi riunita a Kampala, decretano il mantenimento dell'embargo economico in vigore dal 4.1996.

1998 15 giugno – Si apriono ad Arusha (Tanzania) i negoziati tra governo e opposizione (interna ed in esilio) e i gruppi armati. In tutto 16 fazioni armate. Il 21 giugno firmato un cessate il fuoco per il 20 luglio e l’inizio delle trattative di pace.

1998 16 luglio – Nominati altri 40 membri (tra partiti e società civile)  nell’Assemblea Nazionale Transitoria) in aggiunta a quelli eletti nel 1993, portandoli così a 121.

1999 23 gennaio - I leader della regione dei Grandi laghi, riuniti ad Arusha, in Tanzania, hanno revocato l'embargo imposto il 31 luglio 1996 al Burundi.

1999 12 ottobre - Il responsabile per il Burundi del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef), il cileno Luis Zuniga, è stato ucciso insieme ad altre otto persone vicino al campo profughi di Muzye, nella provincia di Rutana. Fra le vittime di quella che l'Onu ha definito un'esecuzione figura anche il direttore generale della Sosumo, la società pubblica per la lavorazione dello zucchero.

2000 27 marzo - Sono ripresi ad Arusha, in Tanzania, i negoziati di pace tra la giunta militare di Pierre Buyoya e i ribelli hutu delle Forze per la difesa della democrazia (Fdd) e del Fronte di liberazione nazionale (Fln). Le trattative hanno la mediazione dell'ex presidente sudafricano Nelson Mandela. Per la prima volta Buyoya si è detto pronto a discutere con i leader dell'Fdd e dell'Fln.

2000 28 agosto - 13 delle 19 delegazioni burundesi riunite ad Arusha, in Tanzania, per i colloqui di pace hanno firmato un accordo per porre fine alla guerra civile tra hutu e tutsi che da sette anni devasta il paese. Il documento, preparato dall'ex presidente sudafricano Nelson Mandela, mediatore nel negoziato di pace in corso da due anni, è stato firmato anche dal presidente Pierre Buyoya (tutsi) e dai principali partiti politici che rappresentano l'etnia hutu, maggioritaria in Burundi. L'accordo prevede un periodo di transizione di tre anni nel quale organizzare elezioni democratiche e l'assicurazione che agli hutu venga garantita una rappresentanza nell'esercito pari a quella dei tutsi, attualmente dominanti. Il presidente statunitense Bill Clinton si trovava in visita ufficiale in Tanzania e ha partecipato ai colloqui nel giorno della firma dell'accordo, considerato però un successo parziale. Nella guerra civile hanno perso la vita almeno 200mila persone.

2000 1 dicembre - Ad Arusha, in Tanzania, si è conclusa senza raggiungere risultati significativi l'ultima tornata di colloqui di pace in Burundi.

2001 18 aprile/19 aprile – Tentato golpe ad opera del Fronte nazionale della gioventù patriottica, guidato da Pasteur Ntarutimana. Buyoya si trova a Libreville, in Gabon. Il golpe fallisce il 19.4.

2001 11 luglio - L'ex presidente sudafricano Nelson Mandela, mediatore in Burundi, ha annunciato il raggiungimento di un accordo tra governo e opposizione per la messa in pratica del piano di pace firmato ad Arusha, in Tanzania, il 28 agosto del 2000. L'accordo prevede l'assegnazione della presidenza, durante i primi diciotto mesi del periodo triennale di transizione, all'attuale capo di Stato tutsi, Pierre Buyoya affiancato da un vicepresidente, Domitien Ndahizeye, segretario generale del principale partito hutu, il Fronte per la democrazia (Frodebu). In seguito la presidenza passerà a un rappresentante hutu e la vicepresidenza a un tutsi.
La data d'inizio del periodo di transizione non è ancora stata decisa. I ribelli delle Forze di liberazione hanno respinto l'accordo.

2001 24 luglio - Il presidente Pierre Buyoya è stato nominato alla guida del governo
di transizione per la prima parte del periodo fissato dal mediatore Nelson
Mandela e dagli altri leader dell'Africa orientale

2001 8 ottobre - Si è chiuso con un fallimento il primo vertice regionale di pace per il
Burundi. Una nuova tornata di colloqui tra i capi di Stato dei paesi della regione dei Grandi
Laghi è fissata per l'11 ottobre a Pretoria, in Sudafrica.

2001 1 novembre – Il presidente Pierre Buyoya ha giurato a Bujunbura come presidente per i primi 18 mesi della fase di transizione, che avrà durata di 3 anni.

2001 28 novembre - L'Assemblea nazionale ha approvato con 89 voti a favore e 12 contrari,
l'instaurazione di un parlamento bicamerale di transizione, previsto dagli
accordi di pace firmati ad Arusha il 28 agosto 2000.

2002 5 novembre - L'ex presidente Jean-Baptiste Bagaza è stato messo agli arresti
domiciliari a Bujumbura. Bagaza, senatore e leader del Parena, il maggiore
partito tutsi di opposizione, è accusato di aver complottato contro il
governo di transizione di Pierre Buyoya.

2002 3 dicembre - Il presidente Pierre Buyoya e Pierre Nkurunziza, il leader del
principale gruppo ribelle hutu, le Forze per la difesa della democrazia,
hanno firmato uno storico cessate il fuoco ad Arusha, in Tanzania. Entrerà
in vigore il 30 dicembre. Le Forze di liberazione nazionale, il secondo
gruppo ribelle hutu, non hanno però partecipato al negoziato. Trecentomila
persone sono morte nella guerra civile cominciata nel 1993.

2003 15 gennaio -I governi di Sudafrica,  Mozambico ed Etiopia hanno deciso di
inviare delle unità di mantenimento della pace per garantire il cessate il
fuoco tra governo e ribelli firmato in Tanzania il 3 dicembre.

2003 30 aprile – In accordo con il piano di pace, il vicepresidente Domitien NDAYIZEYE, hutu, diventa Presidente.

2004 3 maggio - Le Forze per la difesa della democrazia (Fdd), il principale gruppo ribelle del Burundi, hanno deciso di lasciare il governo transitorio. Il segretario generale Hussein Rajabu ha accusato il governo di non aver rispettato l'accordo per il cessate il fuoco, che attribuiva alle Fdd il 30 per cento degli incarichi nell'amministrazione del paese.

2004 21 maggio - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso all'unanimità l'invio di una missione in Burundi (Monub). Il mandato della Monub, composta da 5.650 caschi blu, comincia il 1 giugno.

2004 13 settembre -Il consiglio dei ministri non ha raggiunto il quorum necessario per adottare la nuova costituzione, che dovrebbe entrare in vigore il 1 novembre. I ministri tutsi hanno lasciato l'aula prima del voto perché, secondo loro, il testo favorisce l'etnia hutu, maggioritaria nel paese.

2005 4 luglio – Elezioni legislative
FDD 58,2%, FRODEBU 22,3% e UPRONA 7,3

2005 26 agosto – Eletto presidente Pierre NKUNZIZA (hutu).

2006 18 giugno – Firmato accordo per il cessate il fuoco con il Fronte Nazioanle di Liberazione (FNL), che il 21 aprile 2009 diventerà partito politico.

2006 21 agosto – Arrestato l’ex presidente Ndayizeye, accusato di prepaare un golpe. Sarà scagionato nel 2007.

2010 28 giugno – Elezioni presidenziali vota 77%
Il presidente in carica Nkunrunziza ottiene il 91,6% (tutti gli altri candidati si sono ritirati)

2010 23 luglio – Elezioni Legislative – vota 66,3%
National Council fo the Defense of Democracy/FDD 81,2% (81/106) , Union of National Progress 17/106 (la maggior parte delle opposizioni boicotta il voto).

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