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giovedì 14 agosto 2014

Rinoceronti volanti



Le immagini della fotografa sudafricana Emma Gatland fecero già il giro del mondo qualche anno fa, pubblicate sul National Geographic. Esse documentavano, con grande bellezza, il trasferimento di alcuni rinoceronti  bianchi Sudafricani verso luoghi ritenuti più sicuri. Erano immagini stupende e allo stesso tempo tristi, tremendamente tristi. Le autorità sudafricane decretavano la sconfitta contro i trafficanti, contro quei bracconieri, che non esitavano a uccide animali a rischio estinzione per venderne i corni nei mercati asiatici.

Oggi la situazione appare ancora più grave. Il Ministro sudafricano dell'Ambiente, Edna Molewa, ha annunciato che i rinoceronti del Parco Kruger (l'ultima stima conta tra gli 8.400 e i 9.600 capi) saranno evacuati verso altre riserve in Sudafrica o all'estero.

Il motivo è sempre lo stesso: nei primi sei mesi del 2014 sono stati uccisi 618 rinoceronti in Sudafrica (370 nel Kruger). I tentativi di arginare il fenomeno sono stati inutili. 

La decisione segna probabilmente la definitiva sconfitta delle autorità sudafricane (ma, siamo onesti, più in generale del genere umano) a bloccare un fenomeno frutto dell'avidità, della follia e della stupidità umana.
Della stupidità perché oggi il maggiori mercati dei corni di rinoceronte sono la Cina e il Vietnam, che attribuiscono ai corni poteri curativi (e miracolosi) che nessuno è ancora riuscito a dimostrare. I suoi supposti poteri miracolosi antitumorali attraggono acquirenti disposti a tutto pur di non cedere al cancro.
E i bracconieri non esitano a amputare i corni (che sono di cheratina) dei rinoceronti lasciandoli agonizzanti e indifesi a morire.
Il business del corni (assieme a quello dell'avorio e delle pelli) è orami in mano ad organizzazioni criminali che agiscono con mezzi e strutture che perfino gli apparati statali faticano a contrastare.

Questi criminali stanno distruggendo un patrimonio che appartiene a tutti noi, e che tra breve nessuno più potrà restituirci, spesso tra l'indifferenza dei paesi dove i commerci avvengono.

Il rinoceronte bianco (in realtà poco distinguibile dal suo gemello nero) è stato salvato dall'estinzione grazie ad alcuni progetti di "ripopolazione" (soprattutto in Namibia e Sudafrica) che hanno fatto ottimi risultati.
Il rinoceronte nero invece è una specie a rischio critico di estinzione (quello che popolava l'Africa Occidentale è già ritenuto estinto).

Non vi preoccupate: il trasferimento in elicottero, legati per le zampe (e con una sedazione) nonostante possa apparire "cruenta" è ritenuta dai veterinari il miglior modo per trasferire questi animali (il viaggio in camion sarebbe molto lungo e affaticante per gli animali). Gli esperti giurano che ai rinoceronti all'arrivo resta solo un po' di mal di testa e di vertigini!

Vi invito a visitare e seguire il sito Traffic, che segue i commerci illegali di animali (o parti di essi) nel mondo

Ecco le foto di Em Gatland dal suo sito (questa invece è la sua pagina Facebook)

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