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venerdì 9 gennaio 2015

Il valore della vita

Da ieri, quando due criminali dementi, in nome di un Dio che, una volta ammessa la sue esistenza, non approverebbe senz'altro il loro operato, hanno assaltato la sede del giornale satirico francese Charlie Hebdo a Parigi, uccidendo 14 persone, non si parla d'altro. Oggi, assieme ai racconti e alle analisi, si è svolta una seconda e ancora violenta puntata, con l'uccisione dei due presunti attentatori e con la morte di quattro ostaggi prigionieri, di un altro demente, apparentemente legato ai fatti del giorno prima e anch'esso ucciso, in un supermercato ebraico a Parigi.
Storie di ordinaria follia, che colpiscono, come in molti si affannano a ripetere, il cuore dell'Europa, quella stessa Europa che da un lato si professa culla di civiltà, di cultura e di pace e dall'altro è protagonista, almeno per quanto riguarda la maggioranza dei suoi stati membri, delle maggiori attività belliche dell'ultimo secolo.
Per giorni, settimane e mesi si cercherà di capire come tutto sia stato possibile, quali siano stati gli errori e le sottovalutazioni. Si affronterà il tema del conflitto religioso, dell'integralismo e di un fondamentalismo sempre più radicale che oramai terrorizza molti ed è stato spinto nella vita di tutti noi. Folle, di quasi tutto il mondo, parteciperanno alle manifestazioni per la sacrosanta libertà della stampa (e della satira) e molti piangeranno i morti innocenti di questa follia dell'uomo.

Tutto giusto e tutto bene.


Nell'ultima settimana in un grande paese dell'Africa, la Nigeria, un gruppo radicale islamico chiamato Boko Haram (di cui Sancara ha già parlato) ha ucciso un numero vicino alle 2000 persone. Ma il numero potrebbe crescere. Avete capito bene, duemila! Ovvero poco meno dei morti americani dell'11 settembre 2001.

Ieri e oggi questa notizia è apparsa in alcuni giornali, spesso relegata nelle retrovie perché ogni riga e ogni spazio era occupato dai resoconti dei fatti di Parigi. 

Da tempo sappiamo che il valore della vita umana non è uguale ovunque e per tutti. Vi sono vite preziose, altre per cui vale la pena piangere, altre ancora che servano alle cause di qualcuno e infine altre che è meglio non vedere. In alcuni luoghi del pianeta la vita vale meno, molto meno, che zero. 

Stamane una cara amica mi ha inviato un messaggio chiedendomi perché tutti parlano dei 12 morti di Parigi e nessuno dei 2000 della Nigeria. Ho risposto con una banalità. Certo i primi appartengono alla categoria dei morti utili alla causa, mentre i secondi alla categoria di quelli che è meglio non vedere.

Per quanto possiamo continuare a pensare e credere che la vita in molti luoghi del pianeta non valga nulla e continuare ad essere felici e sicuri?

7 commenti:

franz ha detto...

condivido, gli assassini puntano le armi sotto i riflettori, i morti di "Charlie Hebdo" valgono molti punti, se fosse un videogioco, le vittime di Boko Haram sono pedine di poco valore, nella cinica contabilità del peso dei morti.

Gianfranco Della Valle ha detto...

I media (ovvero la visibilità delle azioni) in alcuni casi giocano un ruolo fondamentale rendendo planetarie le notizie, altre volte contribuiscono al silenzio. All'Europa di quel che accade in Nigeria non importa nulla. Grazie del commento

elisa ha detto...

Buon giorno! Leggo i tuoi articoli ormai da anni con tanto piacere.
Gli attentati a Parigi (Charlie Hebdo e il massacro dei "terroristi" e i loro ostaggi) e le reazioni internazionali, mi hanno sommersa in profonde riflessioni.
Sono d'accordo con te nel segnalare l'ipocrisia dei capi di Stato e Governo. Tuttavia, e nella stessa linea di ragionamento, non riesco a sentirmi più nigeriana o francese o argentina o italiana, quando questo significa sorvolare le responsabilità dei dirigenti politici nazionali.
Quelli nigeriani ancor più bastardi (come quelli argentini o messicani) in quanto direttamente coinvolti nella realtà nazionale. Tuttalpiù hanno la codardia di chiedere aiuto alla comunità internazionale, con la conseguenza, da te segnalata in alcuni posts del tuo blog, di approfondire i debiti esteri e la stabilizzare ancora la precaria autonomia delle nazioni.
Che la vita ha un valore diverso a secondo del posto dove essa si evolve è chiaro, scendendo a sottozero quanto più lontano dai centri di potere ci si trova. Ma sono convinta che questi attentati siano anche il risultato dell'evoluzione a spiraglio della storia, che parte dai paesi del G8, tra cui l'Italia, produttori di armi, che dopo aver massacrato popoli interi (genocidi) si ritrovano tra le mani le loro proprie armi, questa volta mirate sulla propria popolazione. Questo non gli preoccupa più di tanto, ma devono ancora garantire per i loro padroni produttori di armi e il loro arricchimento.
Le manifestazioni le dovremmo fare davanti alla Beretta, contro Finmeccanica, o chicchessia... Tanti saluti e auguri di un 2015 senza guerre!

http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_produttori_d%27armi_moderni
Lista di produttori d'armi moderni - Wikipedia
it.wikipedia.org

Gianfranco Della Valle ha detto...

Grazie Elisa per il tuo contributo. I fatti di Parigi devono forzatamente far riflettere. Francamente credo che se il sistema mondo non trova la via per dei cambiamenti radicali, difficilmente le cose miglioreranno. I produttori di armi (assieme agli Stati in cui operano) hanno delle responsabilità immense che condividono con quell'ampio mondo di criminalità che si arricchisce attraverso le guerre. Così come bisogna togliere ossigeno ai terroristi (ad esempio migliorando le condizioni di vita in quei luoghi dove essi trovano terreno fertile) bisogna toglierlo anche alla criminalità che attraverso armi (vendute illegalmente), droghe e sfruttamento incassa quantità iperboliche di denaro. Il mondo è pronto a farlo..... amaramente, per ora no. Ciao e grazie dei complimenti. A presto, Gianfranco

franz ha detto...

http://globecartoon.com/

la vignetta di Chappatte è una sintesi perfetta della contabilità dei morti e del loro peso specifico

Anonimo ha detto...

,Sono ormai 3 anni che seguo questo magnifico blog sull'africa leggendo sempre tutti gli articoli, grazie a molti articoli ho potuto comprendere meglio l Africa e la su storia, e devo dire che questo articolo è in assoluto il migliore che Giancarlo abbia mai scritto, complimenti, credo che se tutta Italia leggesse questo articolo sarebbe molto meno ignorante e consapevole,

Gianfranco Della Valle ha detto...

Ti ringrazio per il commento e per i complimenti. Lo scopo (e la speranza) di questo blog è proprio quella di provare a raccontare l'Africa, anche da altri punti di vista. La conoscenza permette forse di essere più consapevoli. Grazie ancora. Gianfranco, Sancara

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