giovedì 16 novembre 2017

Il tramonto di Mugabe

Nello Zimbabwe è in corso un colpo di stato. Se, come sembra, avrà successo sarà il primo in Africa dal 31 ottobre 2014 quando, in Burkina Faso, fu defenestrato Blaisè Campaore, il mandante dell'assassnio di Thomas Sankara. I tempi sono cambiati e perfino in Africa i cambi di potere cruenti non avvengono come un tempo (si veda questo post)
I militari hanno, per la prima volta dal 1980, voltato la faccia all'uomo che da oltre 37 anni guida un paese dalle enormi ricchezze e dalle grandi ingiustizie sociali.
Robert Mugabe, che oggi ha 93 anni ed è/era il leader politico in carica più vecchio del mondo (dopo di lui la Regina Elisabetta che ha due anni di meno). E' anche uno dei leader che da più tempo è al potere (nella speciale classifica si colloca all'8° posto assoluto).
Mugabe è alla guida dello Zimbabwe fin dall'indipendenza, avvenuta nel 1980, prima come Primo Ministro e dal 1987 come Presidente (allo stesso link sull'indipendenza vi rimando per una breve storia del Paese). 
Un presidente la cui storia, fino a qualche giorno fa poteva essere definita come "protetto dalla Cina, con un passato marxista-leninista, gradito in Vaticano".
Fino a qualche giorno fa perchè l'origine dell'attuale colpo di stato è da ricercarsi nella figura dell'ex Vice-Presidente Emmerson Mnangagwa chiamato "il coccodrillo" - potente figura politica da sempre a fianco del vecchio Presidente e soprattutto molto legato ai militari e ai servizi segreti e la giovane moglie di Mugabe, Grace Ntombizodwa Mugabe, di 52 anni.
Grace, che fino a qualche anno fa si era completamente disinteressata degli affari politici, al punto che era stata soprannominata "Gucci Grace" per la sua propensione agli acquisti di lusso, è divenuta la candidata alla successione del marito.
Dopo essere stata nominata a capo della lega femminile del partito ZANU al potere, le dimissioni forzate del vicepresidente Mnangagwa sono state viste (e di fatto lo erano) come il mezzo per togliere di mezzo un ostacolo alla ascesa politica della first lady.
Il generale Moyo, che per conto dei militari ha preso parola alla televisione di Stato, ha affermato che si è trattato di un'opera di "pulizia del partito" di "una banda di criminali".
La figura di Grace è sempre stata molto chiacchierata. Sudafricana, moglie di un ufficiale dell'aeronautica dello Zimbabwe, diventa la segretaria del Presidente Mugabe nel 1987 con cui inizia una relazione clandestina (lui aveva 41 anni più di lei) e da cui avrà due figli (nati nel 1988 e nel 1990). Nel 1996 - quattro anni dopo la morte della prima moglie di Mugabe, Sally - i due si sposano e Grace diviene ufficialmente la First lady. nel 1998 nasce la loro terza figlia.
Dopo il matrimonio - con oltre 40 mila invitati - Grace restò per anni nell'ombra soprattutto nel Paese, mentre all'estero non faceva mancare il suo lavoro a fotografi e giornalisti grazie al suo amore per lo shopping. Ma niente di particolarmente scandaloso.
Successivamente gli affari della signora Mugabe videro coinvolti il settore diamantifero (di cui il paese lentamente aveva lasciato campo alla Cina in cambio di ricche concessioni quasi personali della famiglia Mugabe) e appunto all'Oriente (per un periodo prese anche casa in Malaysia). Mentre il paese sprofondava in una crisi economica senza precedenti.
La svolta avviene nel 2014 - quando dopo una frettolosa laurea in Sociologia all'Università dello Zimbabwe - la first lady inizia la sua ascesa in politica, preoccupata, secondo i maligni, per il suo futuro dopo la morte del marito.

Dalla giornata del golpe, Mugabe è nelle mani dei miliari mentre la signora Grace pare sia espatriata in Namibia.

E' difficile fare previsioni sul futuro. Come avviene spesso in Africa, sistemi corrotti e dittatoriali, che hanno resistito decenni rischiano di accendere fuochi importanti nell'atto di dissolversi. La questione etnica tra Shona (al potere) e Ndebele non si è mai chiusa. Che la storia politica di Mugabe fosse al capolinea era evidente a tutti, nonostante la sua forza e sua tenacia. E nonostante l'uso personalistico delle ricchezze del paese (suo questo si veda questo interessante approfondimento) Lo Zimbabwe è di fatto una miniera di diamanti (la sua storia lo racconta bene) che fa gola a molti. La Cina che forse fino a ieri proteggeva il suo uomo pare sia già pronta a saltare sul carro di un'altro vincitore, in fin dei conti le concessioni minerarie valgono molto di più che la fedeltà.
 




Nessun commento:

Posta un commento