martedì 28 dicembre 2010

Baobab, un simbolo africano

Il nome baobab evoca nell'immaginario comune l'Africa. Infatti l'albero Adansonia digitata della famiglia delle Bombacaceae, comunemente chiamato baobab africano, cresce quasi esclusivamente in Africa (delle otto specie del genere Adansonia oltre a quella africana, altre sei vivono solo in Madagascar e solo una, l'Adasonia gregorii, vive in Australia).
Il nome baobab sembra significhi "albero dai mille anni" per la sua longevità o , secondo altre fonti, il nome ha origini arabe e significa "frutto dai molti grani". Mentre il nome scientifico fu dato in omaggio a Michael Adanson, botanico francese di origini scozzesi che per primo lo descrisse alla fine del 1700 quando visse per oltre 6 anni in Senegal.
Può raggiungere i 20-25 metri di altezza e il diametro del tronco può raggiungere i 7-10 metri. Può vivere anche 2000 anni. La forma del grande tronco - sproporzionato rispetto alla chioma - lo rende caratteristico e facilmente riconoscibile. E' un albero adatto ai climi aridi, infatti oltre a perdere le foglie nella stagione secca ha un tronco spugnoso capace di immagazzinare acqua (per alcuni grandi alberi si parla di oltre 100 mila litri di acqua). Ha delle foglie palmate, dei fiori tuttaltro che profumati e dei grossi frutti ovoidali grandi fino a 30 cm., che contengono anche 100 semi. L'impollinazione del baobab avviene mediata da una specie di pipistrello.

Del baobab si utilizza tutto ad eccezione del fiore. Sia da un punto di vista alimentare che fitoterapico: le foglie, sia fresche che secche vengono usate sia come vegetale (a modi spinaci per intenderci) o messe nelle zuppe. La polpa del frutto, ricca di vitamina C, è consumata direttamente o mescolata al latte. Inoltre viene usata per produrre bevande tipo limonata da consumarsi ghiacciate. I semi sono usati come addensanti per zuppe o tostati e mangiati direttamente. Da essi inoltre si ricava l'olio. Le radici , cotte, diventano commestibili durante le carastia. La corteccia è usata come febbrifugo. Inoltre l'albero viene usato anche per la costruzione di strumenti: il legno spugnoso come attrezzo per pulire le pentole, come galleggiante per la pesca, per ricavarne carta o cordame. Inoltre la fibra, molto resistente, a seconda della località, viene usata nei modi più diversi: per costruire corde per strumenti musicali, cestini o redini per i cavalli.
Dalle scorze dei frutti vengono ricavati recipienti adatti a contenere liquidi.
Vi rimando a questa completa trattazione sulle proprietà farmacologiche del Baobab dal sito Squidoo, che sottolinea come in alcune zona dell'Africa il Baobab sia chiamato anche l'Albero farmacista o Albero della vita per le sue proprietà curative.
Il Baobab è inoltre l'albero sotto la cui chioma vengono generalmente costruite, in Africa occidentale, le bantabe, ovvero delle grandi panchine dove ci si riposa, si fa conversazione e soprattutto si sta all'ombra (ovviamente solo ad uso maschile!).
I tronchi più grandi vengono scavati e nel loro interno ricavati magazzini, nascondigli, negozi e in qualche luogo perfino un pub.
I molpeplici usi del Baobab spiegano perchè in Africa quest'albero sia quasi venerato, comunque sempre rispettato. In molte aree il Baobab non viene tagliato mai, è solo la natura a deciderne la sorte.


Per alcuni anni ho avuto in un vaso due splendidi baobab nati da un seme portato dal Gambia. Poi sono cresciuti troppo e al secondo anno all'aperto, nonostante le protezioni che con cura mettevamo, non hanno resistito.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

votiamo 4 si al referendum e facciamo fare altrettanto ai nostri amici e parenti,è questione di vita o di morte !!!

Anonimo ha detto...

GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE HANNO VOTATO 4 SI;SI,SII,SIII,SIIII!!!!!!

Anonimo ha detto...

c'è un altro albero in kenya (e forse in altri paesi africani,non so)chiamato mikilifi.anche di questo vengono uate le radici per tisane che rafforzano le difese dell'organismo,l'acqua nella quale viene bollita la corteccia viene usata come disinfettante,sia per la pelle che per le capanne.e la tisana ottenuta dalle foglie bollite è un corroborante.l'ho imparato sul posto,non ho info scientifiche.mi è anche stato raccontato che USA e Giappone volevano l'esclusiva su questa pianta,che però è stata negata perchè deve rimanere un patrimonio comune per gli abitanti della terra dove nasce.
Maria Paola Ortalli
dato che mi viene richiesto un profilo per postare e non ci capisco un tubo scelgo anonimo,ma non mi interessa l'anonimato,è che gli altri nn so cosa vogliano dire..

Gianfranco Della Valle ha detto...

Cara Maria Paola,
ti ringrazio per il commento. Sinceramente non conosco il mikilifi.... mi informerò, perchè mi incuriosisce.
Va benissimo così... puoi mettere anonimo e poi ti firmi con nome e cognome.....altrimenti selezioni nome/URL e ci metti il nome!
ciao
Gianfranco

Anonimo ha detto...

Esta árvore chama-se IMBONDEIRO, pelo menos em toda a África ex-Portuguesa: Angola, Moçambique, Cabo Verde, Guiné, S. Tomé e Príncipe...
RC

Anonimo ha detto...

Grazie per le bellissime foto

Gianfranco Della Valle ha detto...

Grazie a te per il commento. A scanso di equivoci le foto non sono mie, ma selezionate dalla rete. Mi piacerebbe rendere giustizia a chi le ha fatte, citandolo, ma non sempre è facile ricavare l'autore.

Anonimo ha detto...

Uno degli alberi più belli

Gianfranco Della Valle ha detto...

Concordo un albero maestoso. Osservarlo è un piacere.
Grazie
Gianfranco, Sancara

Anonimo ha detto...

È uno spettacolo spettacolo della natura

Anonimo ha detto...

L'albero più spettacolare

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