martedì 11 gennaio 2011

17 novembre 1869, inaugurato il Canale di Suez

Congiungere il Mar Rosso con il Mar Mediterraneo è sempre stato un sogno degli uomini. Via via che si è sviluppata la navigazione e in particolare quando sono iniziati gli scambi commerciali con l'Oriente, il passaggio è divenuto una necessità per evitare di circumnavigare l'Africa che accresceva tempi, costi e pericoli. Tale era la necessità che per lungo tempo si è preferito scaricare le merci in Mar Rosso, trasportarle via terra e reimbarcarle in Mediterraneo.
Secondo alcune fonti furono gli egiziani per primi (nel 1300 a.c. all'epoca di Ramsete II) a scavare un canale di congiunzione tra il Mar Rosso e il Nilo che fu poi colmato dalle piene alluvionali del fiume sacro. Durante il regno del Faraone Nekao II (nel 600 a.c.) fu progettato un nuovo canale e si iniziò a scavarlo. Mentre fu il persiano Dario I (500 a.c.) che concluse gli scavi di quello che fu noto come il Canale dei Faraoni. Il canale fu trascurato e ricostruito più volte fino al definitivo abbandono nel VIII secolo (fu coperto definitivamente, per esigenze di difesa, dal califfo Abu Giafar nel 842).
Per secoli quel disegno venne abbandonato fatto salvo qualche timida proposta dei marcanti veneziani e portoghesi interessati ad un collegamento rapido verso ricche rotte d'Oriente.
Alla fine del 1600 vi fu anche una proposta dello studioso tedesco Leibniz alla corte francese di Luigi XIV che suggerì come strategico questa via d'acqua (fu preso per pazzo).
Nel 1799 fu Napoleone Buonaparte a ritrovare lo studio di Leibniz e, intuendone le potenzialità, a chiedere ai suoi ingegneri di fare delle verifiche. Essi commisero un grossolano errore, ritenendo, da rilievi sbagliati e da alcune testimonianze, che tra i due mari vi fosse un dislivello di oltre 10 metri. Bisognerà quindi aspettare il 1830 quando il francese Prosper Enfantin progetta il canale e poichè è poco ascoltato costituisce nel 1846 una società per il canale che finalmente dimostra, in modo inequivocabile, che il dislivello tra i due mari è trascurabile.
Nel 1850 a prendere in mano la situazione è il cancelliere dell'Impero Austro-Ungarico Klemens von Metternich che affida all'ingegner Luigi Negrelli (nativo di Fiera di Primiero, oggi in Provincia di Trento, allora parte dell'Impero) in compito di progettare il canale.
Nel 1854 il francese Ferdinad de Lesseps (diplomatico e imprenditore) ottenne dall'amico Said Pascià, appena asceso al trono come vicerè d'Egitto, la concessione di 99 anni (dall'apertura) per scavare l'istmo di Suez. Fu scelto il progetto di Negrelli tra un totale di tre poichè era l'unico che aveva proposto un taglio diretto, senza chiuse. Negrelli ottenne anche la direzione dei lavori, ma non riuscì ad aprire i cantieri perchè morì nel 1858 (per questa ragione da più parti viene, erroneamente, attribuito a De Lesseps il progetto stesso).
I lavori alla fine iniziarono il 25 aprile 1859. La società era costituita per il 56% da fondi francesi e per il 44% di fondi egiziani.
Durante i lavori, durati 10 anni, lavorarono oltre 1,5 milioni di egiziani (dei quali 125 mila morirono, soprattutto a causa del colera). La prima nave transitò nel Canale il 17 febbraio 1867, ma il Canale di Suez fu ufficialmente inaugurato - con sfarzose cerimonie - il 17 novembre 1869. Quel giorno si realizzava quel sogno coltivato per quasi tre millenni: il Mar Rosso comunicava con il Mar Mediterraneo.
L'opera era lunga 163 chilometri, larga mediamente 52 metri (sarà poi allargata a 70-110 metri e attualmente è larga tra i 193 e 352 metri), con un pescaggio di 8 metri (sarà poi portato a 11 metri e attualmente è a 16 metri). Si sta lavorando per portare il pescaggio a 20 metri. Ancora oggi servono 15 ore per essere attraversato.
Nel 1875 l'Egitto (a corto di liquidi e grazie ad un colpo "di rapina" degli inglesi) cedette la sua quota azionaria al Regno Unito, i quali nel 1888 ne assunsero anche il controllo militare (che durerà fino al 1954).
Il 29 ottobre 1888 la Convenzione di Costantinopoli stabilì la neutralità del Canale di Suez, cioè che "poteva essere usato, in pace e in guerra, tutti senza distinzione di bandiera".
Nel 1870 passarono 486 navi (437 mila tonnellate), nel 1890 3389 navi (6,6 milioni di tonnellate) e nel 1910 4553 navi ( 16,6 milioni di tonnelate). Nel 2008 (ultimo anno pre crisi) sono passate 21.415 navi.
Le tensioni per il Canale di Suez (soprattutto per il controllo dei suoi proventi) scoppiarono negli anni '50, quando il 26 luglio 1956 (questa sarà un'altra data importante per l'Africa su cui tornerò) Gamal Nasser nazionalizzò (con 14 anni d'anticipo sulla concessione di 99 anni - atto ritenuto legittimo dalle Nazioni Unite purchè nello spirito della Convenzione di Costantinoli) il canale. I cui introiti dovevano servire per pagare la diga di Assuan. Si generò quella che è universalmente conosciuta come "Crisi di Suez".Il 29 ottobre 1956 Regno Unito, Francia e Israele (a cui non era riconosciuta legittimità di transito) attaccarono l'Egitto. La guerra durò una settimana (bloccata dalle Nazioni Unite e, soprattutto, da un ultimatum congiunto Stati Uniti e Unione Sovietica, dopo che quest'ultima aveva minacciato di scendere in campo a fianco dell'Egitto) e il Canale fu chiuso fino all'aprile 1957.
Nel giugno 1967, dopo lo scoppio della "guerra dei sei giorni" (gli Israeliani occuparono la penisola del Sinai e quindi una sponda del Canale), il Canale fu chiuso nuovamente fino al 5 giugno 1975.
Il canale è "oltrepassabile" attraverso un tunnell lungo 6 km e inaugurato nel 1983 (è in progettazione un nuovo tunnell di 19 chilometri), attraverso un ponte stradale (costruito nel 1999 e alto 68 metri) e attraverso un ponte ferroviario, inaugurato nel 2001, che costituisce con i suoi 340 metri, il ponte girevole più lungo al mondo (il precedente ponte ferroviario fu abbattuto nel 1967 durante la "guerra dei sei giorni").

Oggi il controllo e lo sfruttamento economico del Canale di Suez rappresenta una questione strategica di importanza vitale. Nel canale transita l'8% del commercio mondiale e le tasse di passaggio rendono circa 5,2 miliardi di dollari all'anno (è un'industria che in Egitto vale quanto la fiorente industria del turismo).


Approfondimento cronologico su Cronologia.Leonardo.it. Vi segnalo anche questo articolo dello storico Salvatore Bono intotolato "Il Canale di Suez e l'Italia"

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Bello l'articolo però almeno per un pò di tempo c'è qualcosadi più importante da dire e cioè che BISOGNA ASSOLUTAMENTE VOTARE SI A TUTTE LE SCHEDE DEL REFERENDUM,E'QUESTIONE DI VITA O DI MORTE.
Grazie.
Giacomo

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
zina.waldek ha detto...

afryka jest nadal najciekawsza czescia swiata

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