sabato 29 gennaio 2011

6 ottobre 1981, l'assassinio di Sadat

Muhammad Anwar al Sadat, militare egiziano, è stato Presidente dell'Egitto dal 15 ottobre 1970 (succendendo, alla sua morte, a Nasser di cui dal 1969 era vicepresidente) e fino al 6 ottobre 1981 quando fu assassinato durante una parata militare.
Sadat - che era nato il giorno di Natale del 1918 - aveva il 23 luglio 1952 partecipato, assieme a Naghiz e Nasser al golpe degli Ufficiali liberi che aveva detronizzato re Faruq I e istituito la Repubblica in Egitto. Sua fu la voce che alla radio nazionale annunciò la fine del Regno d'Egitto e la presa del potere dei militari. Molto legato a Nasser (al punto tale che da molti fu considerato una marionetta guidata dallo stesso Nasser) assunse funzioni di governo, poi dal 1960 al 1969 fu Presidente dell'Assemblea Nazionale (Parlamento) e dal dicembre 1969 Vice Presidente dell'Egitto (lo era stato anche dal 1964 al 1966).
Alla morte di Nasser divenne Presidente. Si scontrò subito con la sinistra nasseriana che sconfisse nel maggio 1971 dando via ad una svolta, sia in politica interna che estera. Aprì agli investitori privati, dialogò con le potenze occidendali e nel 1972 chiese il ritiro dei consulenti e delle truppe sovietiche. Il 6 ottobre 1973 - di concerto con la Siria - attaccò Israele in quella che è ricordata come la guerra del Kippur. Nonostante la prova di forza militare, la guerra non servì a raggiungere un accordo di pace favorevole all'Egitto. Il 19 novembre 1977 Sadat fece un gesto che sconvolse il mondo, ed il particolare irritò il mondo arabo: si recò in visita a Gerusalemme, dove incontrò il primo ministro di Israele Menhamen Begin e parlò al Parlamento israeliano. Nel dicembre 1977 Begin ricambiò la visita recandosi in Egitto. I due ricevettero, nel 1978, il Premio Nobel per la Pace e dopo essersi incontrati ancora a Camp David negli Stati Uniti alla presenza del Presidente Jimmy Carter, il 26 marzo 1979 firmarono a Washington gli accordi di Pace tra Israele ed Egitto. Sadat diventò, per i Palestinesi e per il mondo arabo, un traditore.


Quando nel settembre 1981 ordinò l'arresto di oltre 1600 persone tra integralisti, dissidenti e militanti della sinistra questa azione sembrò segnare definitivamente il suo destino. Infatti, il 6 ottobre 1981 - durante una parata militare che ricordava l'inizio della guerra del Kippur del 1973 - 3 soldati - guidati dal tenente Khalid al Islambud (che fu giustiziato nel 1982 per questo atto) - si staccarono dal corteo e avvicinandosi sul palco gettarono alcune granate (tre) e spararono contro Sadat, in diretta televisiva. Nell'attentato morirono altre 11 persone tra cui l'ambasciatore cubano e 28 persone furono ferite, tra cui il vicepresidente Mubarak. Anche 2 degli assalitori furono uccisi. Nelle piazze di Tripoli, a Beirut come nei territori palestinesi occupati la gente in strada festeggiò.
In Egitto fu dischiarato lo stato di emergnza che ancora oggi è in vigore.
Hosni Mubarak subentrerà alla presidenza dell'Egitto e ancora oggi guida il Paese.

Certo Sadat è stato spinto a riconoscere Israele soprattutto da ragioni economiche (il controllo del Canale di Suez - fino al 1975 chiuso - e del Sinai, le elevate spese militari e le pressioni americane) ma, senz'altro è stato un pioniere. Tra i primi nel mondo arabo a comprendere che - piaccia o no - che solo la convivenza pacifica tra palestinesi e israeliani può permettere all'intera regione di vivere. A trenta anni di distanza la situazione in medio-oriente non è, purtroppo, cambiata di molto.

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