giovedì 30 giugno 2016

Zone umide Ramsar in Africa

Era il 2 febbraio 1971 quando nella cittadina di Ramsar (in Iran) si firmò uno storico trattato (storico perché fu il primo del genere, ovvero di conservazione della natura) tra governi e organismi atto "a conservare ed ad utilizzare in modo razionale le zone umide del pianeta". Il trattato è oggi universalmente conosciuto come Convenzione di Ramsar.
Le zone umide sono tra gli ambienti che hanno una grande produttività. Conservano la diversità biologica, forniscono acqua e permettono la sopravvivenza ad innumerevoli specie di piante ed animali.
La convenzione definisce e classifica le zone umide che entrano all'interno della sua missione che comprende laghi, fiumi, paludi, acquitrini, prati umidi e torbiere, oasi, estuari, delta, fondali di marea, aree marine costiere, mangrovie e barriere coralline e siti artificiali quali peschiere, risaie, bacini idrici e saline.
La filosofia di Ramsar è l'"uso razionale" delle zone umide ovvero "il mantenimento della loro funzione ecologica, raggiunta attraverso l'attuazione di approcci ecosistemici, nel contesto di uno sviluppo sostenibile".

A Ramsar collaborano molte organizzazioni, governative e no, che hanno la tutela della natura e del patrimonio come loro missione. Tra di essi UNESCO, WWF, IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources), ICBP (International Council for Birds Preservation), CIC (Consiglio Internazionale per la Caccia) e IWRB (International Waterfowl Research Bureau).

Ad oggi sono 2241 i siti tutelati dalla Convenzione di Ramsar che coprono complessivamente oltre 215 milioni di ettari.

Essi sono distribuiti tra i 159 Paesi che hanno firmato e ratificato la convenzione (l'Italia nel 1976) e prevalgono in Europa (1075 siti), seguiti da Africa (373), Asia (312), Nord America (185), America Latina (185) e Oceania (79).

Il paese che ha iscritto maggiori siti è il Regno Unito (170), seguito da Messico (142), Spagna (74), Svezia (68), Australia (65), Norvegia (639; Olanda (54), Italia (52), Giappone e Algeria (50).

Tra i 373 siti africani i paesi  (in tutto 50) che ne hanno inseriti di più sono l'Algeria (50), la Tunisia (41), il Marocco (24), il Sudafrica (22).

Sancara apre quindi una nuova pagina, in cui sono elencati tutti i siti africani e a cui di volta in volta saranno inseriti i post che descrivo e forniscono alcune informazioni sui singoli siti. Come sempre un viaggio tra le bellezze e le curiosità africane.

Ecco la nuova pagina di Sancara sui Siti Ramsar in Africa.

Ecco infine il sito della Convenzione di Ramsar - da dove è possibile attingere ogni altra informazione e le ultime novità sulla presenza della convenzione nel mondo.

1 commento:

Paola Caruso ha detto...
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