giovedì 22 gennaio 2015

La Falesia di Bandiagara


La falesia di Bandiagara, in Mali, rappresenta oggi uno dei maggiori siti di importanza archeologica, etnologica e geologica dell'intera Africa.  La falesia, che in termini geologici corrisponde ad una parete rocciosa a picco, composta di roccia sedimentaria  è, nel caso di Bandiagara, una parete di circa 500 metri d'altezza, che spunta da un terreno sabbioso, lunga quasi 200 chilometri. Situata nell'est del Mali non molto distante (circa 65 chilometri) dalla città di Mopti. La sua importanza è accresciuta dalla presenza di insediamenti umani che risalgono al XI secolo. In quell'epoca giunsero infatti sulla falesia i Tellem, un popolo pigmeo (almeno questo è il giudizio che gli archeologi hanno dato dopo aver trovato testi ossei nelle tombe), che viveva in alloggi ricavati tra grotte e incavi della roccia. Essi scelsero quel posto per la difficile accessibilità, infatti accedevano alle loro abitazioni attraverso corde, rendendo così più sicura la loro vita.
A partire dal XIV secolo giunse nell'area un altro popolo, i Dogon, in fuga dalle invasioni islamiche nel regno Mendè e nel tentativo di preservare la loro cultura e le loro complesse tradizioni. Essi si stabilirono nell'area della Falesia (oggi infatti la falesia è denominata "terra dei Dogon") determinando la fuga dei Tellem (verso il Burkina Faso) o la loro assimilazione. Infatti gli archeologi hanno trovato tra le usanze dei Dogon molti elementi che richiamano alle tradizioni Tellem.

I Dogon, popolo interessantissimo da un punto di vista etnografico e dalla complessa cosmogonia, hanno trasformato nel tempo le grotte abitate dai Tellem in luoghi di sepoltura, facendo crescere intorno a loro un alone di mistero e di sacralità.

Nel 1989 l'UNESCO ha inserito la Falesia di Bandiagara tra i Patrimoni dell'Umanità da tutelare e conservare per i posteri. Si teme molto per la tenuta delle costruzioni che necessitano di continua e costante manutenzione.

La Falesia costituisce un complesso luogo culturale, composto da quasi 300 villaggi Dogon, dalle cave antiche e dalle architettura delle tombe, dai riti mascherati che ancora oggi (nonostante l'abbandono dei villaggi a cui si assiste negli ultimi decenni) rendono questo luogo unico e raro.

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