martedì 13 marzo 2018

L'oba del Benin contro il traffico di esseri umani

Ha destato grande interesse negli ambienti nigeriani (e non solo) il pronunciamento dell'oba del Benin, Ewuare II, contro la tratta di esseri umani. L'oba ha chiesto ai "medici nativi" di revocare i giuramenti già posti della vittime di tratta svicolando così le donne dalle maledizioni poste in essere dai riti celebrati. Una notizie che interessa tutte le giovani donne nigeriane giunte in Italia negli ultimi anni e costrette alla prostituzione.
Ma, vediamo con ordine cosa è successo.

L'oba è nella cultura del popolo Edo (popolazione dell'Africa occidentale ed in particolare del delta del Niger in Nigeria) un re e un capo religioso. Il nome  oba (che in molte lingue locali significa re) entrò in uso nel XIII secolo con Eweka I, considerato il fondatore del Regno del Benin. Il ruolo - oggi molto più religioso e culturale  che politico (gli inglesi sul finire del 1800 decretarono la fine all'Impero del Benin)  - si tramanda da allora ed oggi a ricoprirlo è Eheneden Erediauwa (Ewuare II) nato nel 1953 e "incoronato" il 20 ottobre 2016.
Ewuare ha studiato in un collage a Benin City, poi a Londra, poi a Cardiff (laurea in Economia) e infine in New Jersey dove ha conseguito un Master in Pubblica Amministrazione.
Ha lavorato alle Nazioni Unite dal 1981 al 1982 ed è stato ambasciatore di Nigeria in Angola, Svezia ed in Italia.
Sin dal suo insediamento l'oba ha strettamente collaborato con il Governatore dell'Edo State, Godwin Obaseki, eletto il 12 novembre 2016.
Alcuni giorni fa l'oba ha chiamato a raccolta (ecco il link del video della cerimonia) tutti i medici tradizionali formulando una sorta di "editto" in cui li obbliga a non mettere in atto giuramenti rituali (che in Italia conosciamo genericamente come riti vudù o jujù) che
costringono giovani donne nigeriane a restituire soldi ad organizzazioni criminali che le portano in Europa (ed in particolare in Italia) a prostituirsi. Allo stesso tempo l'editto libera (anche con azione retroattiva) le donne dal vincolo e le mette nelle condizioni di denunciare i criminali. Infatti, l'oba, ha anche pronunciato parole molto dure contro le confraternite che sono alla base della mafia nigeriana che gestisce da decenni il traffico di esseri umani allo scopo di sfruttamento nel mondo della prostituzione e strettamente connesso con lo spaccio di stupefacenti. Il ruolo dei medici nativi è quello di svolgere, a pagamento, riti che impegnano la ragazza e la sua famiglia alla restituzione del debito accumulato per arrivare in Europa (tra i 20 e i 40 mila euro) pena l'arrivo di maledizioni di ogni genere. Giocando sulla credenza, sull'ignoranza e sul potere acquisito i medici nativi vincolano le vittime a non parlare del proprio giuramento e a restituire fino all'ultimo centesimo il loro debito.  La prostituzione nigeriana in Italia ha subito un'impennata negli ultimi tre-quattro anno, che hanno visto crescere (grazie anche all'assurdo e favorente  sistema italiano di protezione internazionale) a dismisura le donne "importate" dalla Nigeria. Solo nel 2016 ne sono giunte in Italia 11.006.
E' un fatto sicuramente importante che risponde, come ha avuto modo di dire l'oba, alla richiesta forte  della comunità internazionale (e solo in parte di quella, distratta, nigeriana) rivolta ai sistemi informali (quelli appunto dei medici tradizionali, degli stregoni e dei ciarlatani nigeriani) di contribuire di mettere fine alla tratta di esseri umani.
Bisognerà aspettare gli effetti, se effetti ci saranno, di questa presa di posizione dell'oba del Benin. Nei prossimi mesi scopriremo se al già ridotto numero di nuovi arrivi degli ultimi mesi del 2017 e dei primi del 2018 (effetti della politica del governo italiano) si aggiungerà anche un effetto - sicuramente più positivo - di mancanza di nuova carne da macello da inserire nel ghiotto mercato italiano.
Così sarà interessante capire se le ragazze nigeriane - già in Italia o in Europa da tempo - svincolate dal loro giuramento saranno capaci di collaborare con la giustizia e di permettere l'arresto dei criminali che gestiscono un business così redditizio.
Sicuramente trema una parte della comunità residente nigeriana in Italia che ricava importanti utili dai servizi offerti alle "ragazze di strada" (dalle ospitalità alle necessità logistiche o dei servizi, quando non il diretto guadagno su una parte del debito).
Sicuramente l'atto dell'oba è coraggioso, perché in definitiva, toglie una parte importante dei guadagni ai medici nativi e in qualche modo ne delegittima l'azione. Così come si mette deliberatamente contro alle potente confraternite che da decenni infiammano criminalmente la vita quotidiana in Nigeria.
Certo ancora si fa fatica a scardinare una rete di credenze e di ignoranza, di pregiudizi e di complicità, che anche attraverso l'uso di rituali e pratiche di stregonerie, contribuiscono a fare restare in un forte oblio la popolazione nigeriana a vantaggio di criminali e politici corrotti.

Oltre ai post indicati dai link è possibile approfondire anche con questo link  di Sancara "Nigeria in Italia, alcuni numeri"


2 commenti:

joy IYENGUMWENA ha detto...

Io essendo mediatrice interculturale nigeriana stabilita in Italia da diversi anni vi garantisco che 80% cento delle vittime nigeriane sanno insieme alle loro famiglie prima di partire cosa devono fare una volta arrivate in europa per saldare il debito e dopo alcuni anni che queste finisco di pagare i loro debito i 70% di loro diventano sfruttatrice delle nuove ragazze nigeriane perche lo vedono come un "business" capiscono che sono state sfruttate e a loro volte vogliono sfruttare le altre.e poi ci sono i 10% per che hanno presso la decisione di investire i loro guadagno venendo in europa per prostituirsi e poi con i soldi guadagnati ritonano in nigeria e vive una vita più soddisfacente oppure alcune di queste trovano altre sistemazioni in varie parti in europa.mentre ci sono quei 10% che non sanno veramente prima di partire cosa avrebbero dovute fare in europ per saldare il debito e 5% accettano questa realtà con la forza e torture mentre 5% di loro riescono comunque a chiedere aiuto e vengono inserite nei vari progetti di integrazioni e protezioni.

Gianfranco Della Valle ha detto...

Grazie Joy per il tuo competente contributo. Concordo con te (anch'io mi occupo di situazioni legate a queste ragazze, soprattutto di quel 5% finale), si tratta anche di mettere maggiormente lo sguardo nella comunità nigeriana regolarmente residente che talora non disdegna complicità ed interessi. Credo sia tempo di parlare di queste cose in modo serio e laico, fuori dal pietismo, dal moralismo e dai falsi ideali. La realtà è complessa e non sempre è come ci piacerebbe fosse. Ancora grazie e buon lavoro.

Posta un commento