martedì 1 febbraio 2011

Il sito archeologico di Cartagine

Cartagine (che significa città nuova) era una fiorente città (oggi nella periferia di Tunisi) - molto influente nel Mediterraneo. Oggi è un sito archeologico che dal 1979 è inserito nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco.
La data di fondazione di Cartagine è incerta: alcuni storici la collocano nell'814 a.c. altri nell'829 a.c., quel che è certo è che furono coloni fenici, provenienti da Tiro, a farla nascere.
Cartagine crebbe via via di importanza, arrivando a competere con Roma per il dominio del Mediterrano. Infatti per oltre un secolo, dal 264 a.c. al 146 a.c. vi fu un violento scontro con Roma (le guerre puniche, per la precisione tre), che portano alla fine alla caduta e alla distruzione di Cartagine. I romani poi la ricostruirono, facendola diventare un'importante città e porto dell'Impero.
Fu conquistata successivamente dai Vandali (popolazione germanica guidata da Genserico) nel 439 (di cui fu capitale fino al 533). Nel 533 fu conquistata dal generale bizantino Belisario. Nel 689, a seguito della conquista araba di tutto il nord africa, Cartagine fu definitivamente distrutta.
Nel 1817 grazie al lavoro del militare e archeologo olandese Jean Emile Humbert, i primi resti della Cartagine antica furono riportati alla luce.
Dal 1921 è iniziata un'importante opera di scavi che ha permesso di portare alla luce i resti delle due città (quella punica e quella romana). Tra i monumenti da vedere il tempio sepolcrare sacrificale chiamato Tophet, la collina di Byrsa (dove sorgeva l'Acropoli cartaginese), le Terme di Antonino (costruite tra il 146 e il 162 a.c.) e di cui oggi restano solo i basamenti, il Teatro d'Adriano e l'Anfiteatro dei martiri.
A Cartagine tra il 371 e il 374 visse Agostino d'Ippona, conosciuto poi come Sant'Agostino.

Per chi vuole approfondire vi rimando al ricco sito dell'Associazione Storico-Culturale S.Agostino che racconta l'Africa agostiniana.
Vi rimando al sito con alcune descrizioni degli scavi archeologici del 2000 e del 2004.

Vai alla pagina di Sancara sui Patrimoni dell'Umanità UNESCO in Africa

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