mercoledì 28 novembre 2012

28 novembre 1960, la Mauritania è indipendente

dalla rete, in occasione del 50° anno indipendenza
La Mauritania, la terra dei Mauri (il nome deriva dall'antica tribù berbera del nord, che a sua volta significava "uomo dell'ovest"), è una terra di confine tra l'Africa Nera e il Mondo Arabo. In questo paese infatti, ancora oggi, il contrasto tra le due comunità (oggi il 30% della popolazione è "araba", il 30% nera e il rimanente è frutto dell'unione tra le due) non è superato e genera tensioni e scontri. A dispetto di una superficie complessiva di oltre 1 milione di chilometri quadrati (è grande quanto l'Egitto) la Mauritania ha poco più di 3 milioni di abitanti (l'Egitto ne ha oltre 80 milioni), di cui oltre 800 mila nella capitale. Del resto il suo territorio è per oltre il 75% deserto e un unico corso d'acqua, il Senegal, segna il confine meridionale del paese.
Moktar Ould Daddah, foto Wikipedia
Quando il 28 novembre 1960 la Mauritania ottenne l'indipendenza, il 90% della sua popolazione era ancora nomade e a guidare il paese fu una classe di amministratori in gran parte provenienti dall'estero (dal Senegal e dal Marocco in particolare). La stessa capitale Nouakchott altro non era che un villaggio di pescatori e la sede della rappresentanza coloniale. Il paese vive ancora oggi di pesca e di alcune risorse minerarie, tra cui ferro, oro, fosfati, zolfo, rame, sale e gesso. A guidare il paese fu Moktar Ould Daddah, figlio di un marabout e primo abitante della Mauritania a laurearsi, nel 1955, a Parigi. Grande mediatore prima dell'indipendenza virò la sua politica in modo centralista e nazionalista, proclamando un regime a partito unico e successivamente una repubblica islamica. Nel 1976 ingaggiò, in un momento di forte crisi economica a seguito di una delle periodiche siccità del paese, una lotta contro il Fronte Polisario che rivendicava i territori dell'ex Sahara spagnolo (nel 1979 la Mauritania rinuncerà ai territori con un accordo diretto con il Fronte Polisario stanca di veder continuamente sabotata la ferrovia che trasportava il ferro dalle miniere di Zouerat al porto di Nouadhibou ). Tale guerra portò al golpe che il 10 luglio 1978 lo depose (dopo un periodo di prigionia e un processo per alto tradimento, andò in esilio in Francia. Il nuovo regime militare, guidato dall'ex Ministro della Difesa Mustafa Ould Salek, concluse gli accordi di pace con il Fronte Polisario, ma fece crescere il contrasto interno, sempre più aspro tra la popolazione araba e quella nera. Il 6 aprile 1979 un nuovo colpo di stato che portò alla guida del paese il colonnello Mohammad Ould Louly. Il 4 gennaio 1980 un nuovo golpe portò al potere Mohamed Khouna Ould Haidalla, già primo ministro, che dovette affrontare una situazione di grande turbolenza interna, soprattutto negli ambienti militari. Durante la sua presidente fu nominalmente abolita la schiavitù nel paese (1981), sebbene ancora oggi questa piaga non sia stata sconfitta.
Maaouya Ould Taya, dalla rete
Il 12 dicembre 1984 un nuovo golpe portò al potere un'altro militare, Maaouya Ould Sid'Ahmed Taya, che ha governato il paese per oltro 20 anni, fino al 3 agosto 2005 quando fu deposto. Durante il suo regime, nonostante le aperture democratiche che portarono nel 1986 alle prime elezioni nel paese e che fecero virare la nazione da un regime militare ad uno "misto civile", aumentò la discriminazione nei confronti dei neri (nel 1989 vi fu anche una breve guerra con il Senegal proprio a causa delle continue violazioni dei diritti, che portò ad una massiccia espulsione della popolazione nera verso il Senegal). Lentamente anche in politica estera vi fu un progressivo allontamento dal blocco dei paesi islamici a favore delle relazioni con gli Stati Uniti. Nel 1999 la Mauritania riconobbe diplomaticamente Israele, in contrastro con tutti i paesi islamici. Il 3 agosto 2005 un golpe depose Taya (in esilio in Qatar), accusato di totalitarismo. A guidare il paese fu Ely Ould Mohamed Vall, che rifiutò il titolo di presidente (in quanto destinato ad una persone eletta) e condusse il paese a libere elezioni che diedero la vittoria a Sid Mohamed Ould Cheick Abdallahi, già Ministro negli anni '70 con Daddah e successivamente negli anni '80 con Taya, che entrò in carica il 19 aprile 2007. Il suo governo riuscì a far approvare una legge contro la schiavitù. Nel suo breve mandato tentò di liberarsi dalla morse che i militari stringevano attorno al governo e il 6 agosto 2008, quando tentò di sostituire i vertici dell'apparato militare, nello stesso giorno fu deposto. A guidare il paese da allora è Mohammed Ould Abdel Aziz (nel luglio 2009 è stato eletto), già coinvolto nel golpe del 2005, che continua ancora oggi ad affrontare la difficile convivenza tra arabi e neri del paese e la spartizione (il controllo) del potere (e dell'economia) da parte dell'apparato militare. Il 13 ottobre scorso è stato ferito in un tentativo di assassinio.

La Mauritania, paese di confine tra l'Africa e il Mediterraneo, nonostante la vastità del suo territorio non ha una grande influenza geopolitica e sembra che ciò che avviene all'interno dei suoi confini interessi veramente a pochi.


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