mercoledì 25 luglio 2012

Port Harcourt, nominata Capitale Mondiale del Libro 2014

Port Harcourt, dalla rete
E' di qualche giorno fa la notizia che la città nigeriana di Port Harcourt è stata nominata dall'UNESCO e dalle tre maggiori organizzazioni internazionali dell'industria del libro, Capitale Mondiale del Libro per il 2014. 
Sarà la seconda volta, da quando il progetto è stato istituito, nel 2001, che una città africana assume tale ruolo. La prima volta per una città del continente situata sotto il Sahara (infatti nel 2002 fu la volta di Alessandria d'Egitto).
La prima città a fregiarsi del titolo di Capitale Mondiale del Libro fu Madrid nel 2001, seguita da Alessandria, da New Delhi, da Anversa, da Montreal, da Torino (nel 2006), da Bogotà, da Amsterdam, da Beirut, da Lubijana, da Buenos Aires. Quest'anno è stata designata Yerevan, mentre nel 2013 sarà la volta di Bangkok.

Le città vengono scelte come Capitale Mondiale del Libro in furnzione dei loro programmi per la promozione e la diffusione del libro. A partire dal 23 aprile dell'anno designato (Giornata Mondiale del Libro) la città nominata diventa capitale mondiale del libro e si impegna, nel corso dell'intero anno, ad organizzare eventi finalizzati a far accrescere la diffusione del libro.
Port Harcourt è stata scelta, tra una quindicina di candidate, per i suoi programmi rivolti alla diffusione del libro tra i giovani.

Port Harcourt, città di 1,5 milioni di abitanti nel sud della Nigeria (nel delta del fiume Niger, quello devastato dal petrolio) è un'enorme centro industriale del petrolio, fondato nel 1912 dagli inglesi e cresciuto in modo disordinato e caotico. In città vi sono due Università. E' chiamata anche Garden City.

3 commenti:

Roberta Girgenti ha detto...

La gente, spesso, "conosce" una storia unica dell'Africa, fatta di povertà, sole, caldo, safari, guerre, ignoranza e carità.

Ci hanno nutrito e bombardato di immagini "esoticamente povere".

La gente, invece, non conosce la normalità e gli aspetti vincenti dell'Africa: bambini che studiano, giovani che vanno all'università, lavorano e si divertono come noi, ristoranti, bar, discoteche, luoghi di interesse culturale, alberghi, stabilimenti commerciali, ospedali e case bellissime.

Questo non è un reportage esoticamente povero, è un reportage straordinariamente normale. Per costruire una nuova storia. Con nuove immagini.

Per vedere una piccola presentazione, clicca qui:

http://www.youtube.com/watch?v=gkgToUzLUIg&feature=youtu.be

Gianfranco Della Valle ha detto...

Concordo in pieno. Sancara si propone come un blog che parla di Africa. Delle cose belle che vi sono, della normalità del vivere delle gente e anche, perché no, delle cose tristi e orrende che vi capitano. Ho visto la presentazione del tuo reportage, bello, decisamente "normale" come lo definisci tu.
Se mi dai qualche informazione in più, come nasce e perché, potrei, se ti fa piacere, farne un post su Sancara.
Ciao e grazie
Gianfranco, Sancara

Peter ha detto...

L’africa che conosciamo e pieno della vivacità enorme e la speranza. È una fora che prima or poi risalirà sulla scala trionfante.

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