martedì 25 settembre 2012

Una cannuccia per la vita

Stimolato dall'amico Marco Pugliese di African Voices, che ha pubblicato sul profilo Facebook una bella immagine di alcuni bambini che bevevano l'acqua di un fiume con delle cannucce blu, ho deciso di scrivere un post su questo interessante tema.  
L'acqua, fonte di vita, è in alcuni luoghi del pianeta, un incubo. Vi sono luoghi ove trovarla è un miracolo, in altri ancora comporta fatica e sacrificio. In alcune aree abbonda tanto da essere sprecata e inquinata. In altri ancora è pericolosa.
L'acqua - ovvero ciò che in essa è contenuto - è responsabile di un'enorme quantità di malattie che interessano - e spesso uccidono -  soprattutto bambini (più deboli immunologicamente) - in Africa, come in altri luoghi del pianeta. Sono decine le malattie la cui trasmissione avviene attraverso l'acqua, ma la cosa più far rischiare la vita ai bambini è la continua infezione da malattie, anche banali, del tratto gastrointestinale che aggravano situazioni già complesse di malnutrizione o di altre patologie.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica appunto una generica Diarrhoeal Disease come la seconda causa di morte nel mondo per bambini sotto i 5 anni, con 1,5 milioni di morti e due miliardi di casi. 
Lifestraw
Una vera e propria strage che può essere evitata, perchè appunto la causa principale è quella dell'acqua potabile contaminata da feci.
Naturalmente il fenomeno deve essere combattuto in vari modi. L'accesso sicuro ad acqua potabile, l'aumento della prevenzione e delle cure, l'aumento dei servizi igienici, lo scavo di pozzi per approvigionare acqua più sicura.
Tra le tante strategie vi sono anche le cannucce.
Questi dispositivi, chiamati Lifestraw, brevettati dalla ditta svizzero-danese Vestergaard Frendsen nel 2005, sfruttano una tecnologia semplice e di vecchia data, ovvero la filtrazione fisica dell'acqua. Da sempre l'acqua viene filtrata da vari materiali inerti (ceramiche ad esempio) allo scopo di escludere inclusioni di vario genere (macroscopiche o miscroscopiche che siano). Con il tempo si è passati dal filtraggio macroscopico (i pozzi veneziani - in bella evidenza nei campi di Venezia- filtravano l'acqua piovana con ciotoli e ghiaia sempre più fini) a quello miscoscopico (i filtri in questione trattengono tutto ciò che è sopra ai 15 micron di grandezza).
Il Lifestrew è composto da resine alogenate e da carbone attivo ed è in grado (stando ai parametri riportati dall'azienda) di filtrare 1000 litri di acqua prima di "esaurirsi". E' stato sperimentato con buon successo a partire dal 2006 in Indonesia (durante le alluvioni) e poi in Africa a partire dall'Uganda. Il sapore resta accettabile.

Il quesito che tutti si pongono è: è veramente sicuro?

Bisogna in primo luogo stabilire un principio. Se si pretende che una cannuccia sia in grado di trasformare l'acqua della fogna di una baraccopoli di Nairobi in acqua cristallina delle montagne delle Dolomiti, allora la risposta è assolutamente no!
Se invece ci si chiede se la cannuccia può ridurre il numero di patologie più comuni derivate dall'uso di acque contaminate, allora la risposta è assolutamente si!

Ecco la foto pubblicata da African Voices
La cannuccia costa 3 dollari (qualcuno scrive che i vertici dell'azienza appartengono alla classe del "capitalismo etico") e dura un anno circa. E' chiaro che non è la panacea di tutti i mali del mondo e assolutamente non deve distrarre l'attenzione dagli sforzi necessari per aumentare i livelli di accesso all'acqua potabile e l'uso dei servizi igienici. Resta il fatto che può contribuire ad abbassare il numero di patologie legate all'uso dell'acqua contaminata, e questo è un obiettivo nobile e da perseguire.

Ecco i dati che l'azienda produce (a cura dell'Università dell'Arizona) sull'azione di filtraggio della cannuccia

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