martedì 4 settembre 2012

La Danza delle Canne

Foto dalla rete
Si è conclusa ieri, nello Swaziland, la Danza delle Canne (nella lingua swazi Umhlamga, in inglese Reeds Dance). Una cerimonia secolare in cui le donne in età da marito (da queste parti appena sopra i 13 anni) si recano ad omaggiare la regina madre, raccogliendo delle canne (da cui il nome della festa) da utilizzare per la manutenzione del palazzo reale. Tra queste donne, il re (attualmente Mswati III), sceglie una sposa. Quest'anno è giunto alla sua 15° moglie, sebbene ha sempre dichiarato l'ambizione di superare il padre che nella sua vita ne ebbe settanta. La motivazione di questa cerimonia, al di là di ogni valutazione di principio, è che la regina madre non deve appartenere al clan reale. Il re può anche scegliere moglie in altri modi. Per le donne swazi la festa è molto sentita, dura circa una settimana, ed è accompagnata da danze, balli e feste. Le ragazze - lo scorso anno erano 50 mila - sono tutte "vestite" con il costume tradizione, che prevede il seno scoperto e non sono per nulla preoccupate di "essere scelte" (il re Mswati III non pare sia, nonostante la sua ricchezza. molto ambito, in quanto maschilista oltre modo) anche perchè si vocifera che la prescelta sia nota fin dall'inizio.

Foto dalla rete
Si tratta sempre di una festa popolare, che le ragazze vivono con lo spirito giusto.







Sarebbe fin troppo facile per noi commentare questa cerimonia, magari sottolineando il poco rispetto per le donne, il profondo maschilismo di questa tradizione e la necesssità di una profonda emancipazione della condizione della donna. Ci limitiamo a sottolineare come qualcuno ha paragonato la Danza delle Canne ad una sorta di "ballo delle debuttanti" ancora oggi in uso in molti ambienti, certo non popolari, del nostro pianeta. Non deve nemmeno travisare il seno nudo, che da queste parti, e in Africa in genere, assume valori e usanze che rientrano nella piena normalità. 
Diversamente deve più preoccupare la situazione sanitaria dello Swaziland. L'HIV ha una prevalenza tra le donne che oscilla tra il 30% e il 56% a seconda della fascia di età, mentre l'OMS stima che il 64% delle morti totali del paese siano causate dall'AIDS/HIV.



Re Mswati III, fota dalla rete
Mswati III, nato nel 1968, è il 66° figlio (di 210 avuti da 70 mogli) del Re Sobhuza II. E' salito al trono nel 1986 a soli 18 anni (il padre era morto nel 1982 e per 4 anni il paese è stato retto dalla reggenza della regina). Estremamente conservatore, legato alle tradizioni, ha promulgato una legge che obbliga le donne alla castità fino a 24 anni (salvo alcune deroghe per matrimonio), ha modificato la Costituzione istituendo di fatto una monarchia assoluta e abolendo i partiti politici, dando al Parlamento una funzione esclusivamente consultiva. E' un uomo molto ricco, che ama mostrarlo, mentre i suoi sudditi se la passano decisamente meno bene. Le ricchezze dello Swaziland sono state determinate da alcune risorse estrattive (ferro, carbone, amianto e diamanti) le cui produzioni sono in netto declino e da un'alleanza con il Sudafrica durante il periodo dell'apartheid che impedì agli uomini e alle donne dell'ANC di Mandela di trovare riparo nello Swaziland.
Forse la situazione del paese è destinata, nel futuro a cambiare. La figlia maggiore del re, Sikhanyiso Dlamini, studia arte negli Stati Uniti e si dice sia molto ribelle e trasgressiva.

Ecco una galleria di foto di Tessa Jaughin del 2004.

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