venerdì 3 agosto 2012

L'armo sudafricano, una conquista

L'equipaggio del 4 senza pesi leggeri, dalla rete
La terza medaglia olimpica del Sudafrica, ottenuta ieri, ha il sapore di una conquista. In termini assoluti, con tre medaglie d'oro il Sudafrica eguaglia quanto già ottenuto ad Atlanta 1996 e a Anversa 1920, avvicinandosi al suo record storico di Stoccolma 1912.... ma erano altri altri tempi.
Questa terza medaglia ha un grande valore sportivo e sociale. E' la prima medaglia d'oro nel canottaggio di un paese africano (sempre il Sudafrica, nel 2004 ad Atene ottenne uno storico bronzo nel due di coppia). Ma quella ottenuta nel quattro senza pesi leggeri è anche il frutto del grande lavoro (ancora molto resta da fare) che è stato fatto il Sudafrica a soli venti anni dalla fine dell'apartheid. Un equipaggio composto da tre bianchi e un nero, ha avuto l'onore di innalzare al cielo il primo oro nel canottaggio del continente africano in un paese dove solo fino a due decenni fa, bianchi e neri non si sarebbero potuti sedere insieme nemmeno in autobus.

Ndlovu e Smith, dalla rete
Matthew Brittain, Sizwe Ndlovu, John Smith e James Thompson - questi sono i nomi dei quattro canottieri - rappresentano senz'altro il nuovo corso dello sport sudafricano (che in altre discipline come il calcio o  il rugby è già cominciato da tempo). La loro impresa (hanno battuto i mostri sacri britannici e lasciato al gradino più basso del podio la Danimarca, vincitrice delle due ultime olimpiadi) resterà negli annali dello sport e della disciplina del canottaggio.
Mi immagino un Nelson Mandela commosso per questa storica impresa. Quello per cui si è sempre battuto, anche contro le frange più estremiste nere, ovvero un Sudafrica multietnico lentamente (e faticosamente) si realizza. Lo sport, come spesso accade grazie ai suoi alti valori universali, contribuisce in maniera decisa a questo nuovo corso.


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