Visualizzazione post con etichetta riserva biosfera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riserva biosfera. Mostra tutti i post

mercoledì 8 giugno 2016

Bia National Park

Il Parco Nazionale Bia si trova nella regione occidentale del Ghana, al confine con la Costa d'Avorio. Ancora oggi è un luogo quasi incontaminato di foresta vergine percorsa dal fiume Bia (un fiume di circa 300 chilometri che corre tra Ghana e Costa d'Avorio). Istituita come riserva nel 1935 è divenuto ufficialmente Parco Nazionale nel 1974 con lo scopo di tutelarne l'integrità a causa delle intense attività agricole che si avvicinavano sempre più ai confini del parco distruggendo la foresta originale. Nel 1985 l'UNESCO l'ha inserito all'interno delle Riserve della Biosfera. Con una superficie di 563 chilometri quadrati, che si estende tra i 170 e 643 metri d'altitudine, accoglie al suo interno oltre 62 specie di mammiferi (tra cui elefanti, leopardi e 10 primati, come scimpanzé, colobi e bongo) e 200 specie di uccelliLo scimpanzé è l'emblema del parco. La riserva, grazie ad una precipitazione annua tra i 1500 e i 1700 mm di pioggia, rappresenta oggi un esempio raro di altissima biodiversità.
Nella riserva non vi sono oggi insediamenti umani (contrariamente ad altre Riserve della Biosfera) e l'unica attività concessa all'uomo oltre a quelle legate alla ricerca e la raccolta di lumache.
Intorno alla riserva vi sono piantagioni di cacao e allevamenti di animali. 

L'accesso al parco avviene da Kumasi e si percorre solo a piedi. All'interno o nelle immediate vicinanze del parco non vi sono strutture turistiche.

Ecco la scheda di BirdLife International sulle specie pesanti nella Riserva

Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa

mercoledì 21 gennaio 2015

Riserva della Biosfera Sheka

La Riserva della Biosfera Sheka, è un'area di oltre 238 mila ettari di foresta tropicale che si trova nel sud-ovest dell'Etiopia. E' una delle ultime foreste tropicali presenti nel suolo etiopico. 
Nell'area della riserva sono inclusi oltre alla foresta e boschi di bambù, anche zone umide, pianure, insediamenti agricoli, piccoli villaggi e città. Vi sono quasi una settantina di cascate, 13 siti storici e sacri, una quarantina di fritte storiche e molto altro. Insomma tutto quello che la definizione di Riserva della Biosfera prevede, con la necessità di integrare la salvaguardia della biosfera con gli abitati umani. Infatti alla zona di riserva integrale (core area, circa 55 mila ettari) si aggiungono altri 76 mila ettari di buffer area (con insediamenti eco-compatibili e sostenibili, legati al ciclo della foresta) e infine altri 107 mila ettari di zona di transizione. E' un'area anche ricca di specie animali e vegetali, in particolare si ritrovano 300 specie di alberi ad alto fusto, 50 specie di mammiferi e 20 di anfibi, oltre che 200 specie di uccelli. Tra di essi vi sono 8 specie animali a rischio (tra cui 5 specie di uccelli) e 30 specie vegetali a rischio estinzione.

Nel luglio 2012 Sheka è stata inserita all'interno della lista delle Riserve della Biosfera all'interno del programma Man and Biosphere (MAB) dell'UNESCO. Facendo diventare così tre le riserve dell'Etiopia inserite in questo lista.

La comunità locale, composta da diverse etnie, tra cui spiccano i Shekacho, i Saffico e gli Amhara è molto attiva e impegnata nel mantenere l'integrità della zona.
Tra gli usi più tradizionali che le popolazioni fanno della riserva vi è quello di ricavare miele, legna da ardere e per le costruzioni, coltivare cardamomo e ricavarne erbe medicinali.


Ecco la scheda della candidatura a Riserva della Biosfera

Vai alla pagina di Sancara sulle Riserva della Biosfera in Africa

mercoledì 30 luglio 2014

La Riserva della Biosfera di Yayu

La riserva della Biosfera di Yayu (The Yayu Coffee Forest Biosphere Reserve) si trova nella regione Oromia nel Sud-Ovest dell'Etiopia, 560 km a ovest di Addis Abeba, rappresenta una delle Riserve della Biosfera in cui è più intensa l'attività umana. All'interno della riserva, gli oltre 150 mila abitanti, producono 20 mila tonnellate di caffè (sulle circa 240 mila dell'Etiopia), della specie arabica di cui la riserva detiene il più alto numero di piante di caffè selvatico al mondo. L'ambiente della riserva, esteso su 167 mila ettari, è costituito da foreste vergini, da sistemi semiforestali e da altopiani fertili, che si trovano tra i 1000 e 2000 metri di altitudine.  Essa gioca un ruolo chiave nella conservazione naturale e culturale dell'intera regione. Inoltre grazie a siti archeologici, siti rituali e grotte riveste anche un importante valore storico, non ancora tutto riportato alla luce.
in verde le 5 core area della Riserva
La riserva è divenuta una Riserva della Biosfera tutelata dall'UNESCO nel 2010 e in accordo con le caratteristiche delle classificazioni del programma Man and Biosphere (MAB), lanciato nel 1971dall'UNESCO, si divide in una core area (in realtà a Yayu sono 5 zone distinte) di circa 27 mila ettari, che rappresenta la riserva integrale. Oltre 21 mila ettari di buffer area, dove sono previste attività produttive umane sostenibili con l'ambiente e infine 117 mila ettari di transition area dove si svolgono le principali attività produttive (coltivazione del caffè) e risiedono le popolazioni locali.
Non mancano nelle foreste mammiferi quali scimmie e babbuini, buffali, iene e jackal. Così come vi sono innumerevoli specie di uccelli (vi è un'area oggi classificata come birds reserve).
Il pericolo per la Riserva è costituita, quale novità, dall'uomo che distrugge gli habitat periferici soprattutto con gli incendi. Da anni due progetti tedeschi intervengono, con ricerca e azioni di conservazione, sulla tutela del patrimonio della pianta del caffè selvatica.

Sono in corso anche studi sulla produzione di energia elettrica dai resti della lavorazione del caffè.

Naturalmente i coltivatori locali di caffè sono l'ultimo anello di un sistema produttivo che li vede più vittime che artefici del loro duro lavoro. (vedi questo post di Sancara sul Caffè)

Vai alla Pagina di Sancara sulle Riserva della Biosfera in Africa 

lunedì 17 marzo 2014

Riserva della Biosfera di Kafa

La Riserva della Biosfera Kafa, si trova nell'omonima regione dell'Etiopia, a circa 460 chilometri a Sud-Ovest di Addis Abeba.
Si tratta di una vasta area (circa 760 mila ettari), che rappresenta un'importante luogo di conservazione sia sotto il profilo storico (fu sede dell'antico Regno di Kafa, dal 1390 al 1897) sia sotto il profilo culturale e naturalistico.
L'area è ritenuta il luogo d'origine della più popolare varietà di caffè al mondo, la specie coffea arabica (circa l'80 del caffè bevuto al mondo) che ancora oggi è la principale risorsa agricola della riserva (oltre che pianta spontanea) e costituisce complessivamente un importante quota del prodotto interno lordo dell'Etiopia.

Nel 2010 l'area è stata inserita tra le Riserve della Biosfera dall'UNESCO.

Il territorio della riserva occupa un'area composta da montagne (dai 500 ai 3300 metri di altitudine), ricche e fertili vallate, corsi d'acqua, altopiani e foreste fitte.
le zone della riserva
Secondo la convenzione sulle Riserve della Biosfera, l'area comprende una zona chiamata core (riserva integrale, ad oggi divisa in 11 zone) di circa 28 mila ettari (sebbene vi siano altri 210 mila ettari che sono stati proposti di diventare tali) dove sono possibili solo studi e ricerche.
Vi è poi un'area denominata buffer, di circa 161 mila ettari, dove vi sono insediamenti e attività economiche e produttive sostenibili e infine un'area chiamata di transizione, oltre 337 mila ettari, dove vive la maggior parte della popolazione residente nella riserva (circa 610 mila abitanti, in maggioranza di etnia kapecho) e dove si svolgono le attività economiche più importanti.


Sotto il profilo naturalistico la Riserva di Kafa offre un interessante panorama con diverse specie di mammiferi tra cui varie tipologie di antilopi e scimmie oltre che iene, ippopotami e bufali; una grande varietà di rettili, anfibi e invertebrati e 210 specie diverse di uccelli. Innumerevoli le specie endemiche vegetali.


Ecco il sito ufficiale della Riserva della Biosfera, dove è possibile trovare ogni informazione, dalla tipologia di ricerche che vengono effettuate nella riserva fino alle modalità per visitare l'area.

Vai alla pagina di Sancara sulle Riserva della Biosfera in Africa

venerdì 28 febbraio 2014

Wadi Allaqi

Wadi Allaqi è una Riserva della Biosfera sita nella zona desertica del sud-est dell'Egitto, sulla sponda est del lago Nasser e fino al confine con il Sudan. Wadi, letteralmente significa fiume secco, ed infatti gli oltre 23 mila chilometri quadrati della riserva si sviluppano seguendo l'alvo secco del fiume per oltre 270 chilometri. Il territorio si trova in una zona che varia la sua altitudine tra i 165 metri e i 1500 metri. La temperatura può raggiungere i 45 gradi e gelare di notte.

Oggi nella riserva vivono poco più di 500 persone. Il numero diminuisce progressivamente a causa della scarsità d'acqua (non piove in alcune aree dal 1996) che rende la vita proibitiva. Solo alcune zone vengono riempite di acqua durante le piene alluvionali del Nilo. Gli abitati sono di due tribù stanziali (Abadba e Bishari), mentre talora si vedono nomadi di etnia Begia (in carovana nel passaggio dal Sudan all'Egitto).

All'interno della riserva si svolgono attività di agricoltura di sussistenza e vengono raccolte piante medicinali.

Nella riserva (che fu dichiarata area protetta nel 1989, la prima dell'Egitto) e inserita nel programma delle Riserve della Biosfera nel 1993, vivono 139 specie di piante, 20 specie di mammiferi (tra cui la gazella dorcade e il coccodrillo nei pressi del Lago Nasser) e 69 specie di uccelli.

In accordo con i principi delle Riserve della Biosfera, Wadi Allaqi è divisa in un'area di riserva integrale (core) di circa 63 mila ettari (in realtà si tratta di due aree distinte), un'area buffer di 131 mila ettari e l'area di transizione di oltre 2 milioni di ettari.

L'area era conosciuta dagli egizi e nubiani per le miniere di oro (recentemente, nel 1989, poco più a Sud, in territorio sudanese, è stato scoperto l'insediamento urbano di Berenice Pancrisia, chiamata la città dell'oro).
La multinazionale australiana Gippsland ha avuto dal governo egiziano la concessione per le ricerche minerarie (principalmente oro, ma, anche rame e Nichel si cercano) in 9 zone intorno a Wadi Allaqi, per un totale di 144 chilometri quadrati.

Ecco un report dettagliato sulla Riserva di Wadi Allaqi

Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa


giovedì 12 dicembre 2013

Riserva della Biosfera di El-Omayed

La riserva della biosfera di Omayed è situata in Egitto, non lontano da Alessandria (80 chilometri ad ovest). Si tratta di una dei due parchi naturali egiziani (fu designato tale nel 1981, mentre sono 28 le riserve naturali), costituito da una fascia costiera desertica di 75.800 ettari. Al suo interno, oltre ad una flora rigogliosa, si trovano alcune rare specie di piante (sono 251 le specie vegetali censite, 131 delle quali perenni, tra cui alcune specie a rischio di estinzione). Il territorio è costituito da rilievi calcarei, da dune costiere e da un altopiano interno semi-desertico con alcune oasi, come quella di Moghra.
Si tratta di una fascia costiera desertica dove avvengono spontanei processi naturali di variazione morfologica del territorio: movimento delle dune di sabbia, erosione dovuta al vento e percolazione delle acque piovane.
Le piogge avvengono quasi esclusivamente d'inverno (tra ottobre e febbraio).
Si possono osservare anche 70 specie di uccelli, una trentina di rettili (tra cui tartarughe che si riproducono sulle spieggie) e alcuni mammiferi quali il Fennec, la volpe rossa e la Gazzella dorcade (una specie ritenuta vulnerabile).
Secondo le classificazioni delle Riserve della Biosfera, El-Omayed è suddivisa in una piccola zona centrale (core) di riserva integrale e di ricerca (solo 500 ettari), una buffer area (5000 ettari) dove vi sono anche insediamenti umani e attività economcihe sostenibili e una zona di transizione (70000 ettari) dove si sviluppano attività economiche e residenziali.

Al suo interno ci sono 4 villaggi con circa 4000-5000 abitati (Beduini diventati semi-nomadi), dediti ad un'agricoltura a bassa soglia, quasi tutti vivono nell'area di transizione. 

Nonostante alcuni problemi - realtivi all'acqua che manca e ad alcuni insediamenti turistici nelle vicinanze - l'area resta un ottimo esempio di conservazione di un ecosistema fragile e delicato.

L'area fu inserita dall'UNESCO tra le Riserva della Biosfera nel 1981 e nel 1998 la sua area è stata estesa a quella attuale.


Ecco un report sullo stato ambientale della Riserva
Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa

lunedì 11 novembre 2013

Riserva della Biosfera Lufira

La riserva della biosfera di Lufira (o Vallèe de la Lufira) si trova nel sud-est, nella provincia mineraria del Katanga, della Repubblica Democratica del Congo. Il centro abitato più vicino è la città di Likasi. Si tratta si una foresta tropicale di circa 15 mila ettari lungo il fiume omonimo (tributario del Lualaba che è, a sua volta, uno dei rami sorgivi del fiume Congo). Si tratta della prima foresta di Brachystegia (genere di piante che comprende oltre 8000 specie), più nota con il termine swahili miombo, ad essere designata Riserva della Biosfera nel 1982
foto dalla rete
La riserva comprende molte altre specie vegetali ed è un grande esempio di biodiversità. La riserva si sviluppa tra i 700 e i 1100 metri di altitudine. Nel 1926 sul fiume Lufira fu costruita una diga che determinò la nascita di un bacino artificiale (oggi Lago di Lufira o Tshangalele) che diventato una importante zona di protezione degli uccelli.
Secondo le classificazioni del programma Man and Biosphere Programme voluto dall'UNESCO, la riserva comprende un'area centrale (core) di 2800 ettari, considerata riserva integrale, un'area mediana (buffer), di 5100 ettari, dove sono previsti insediamenti umani e protettivi compatibili con il sistema ambiantale e infine un'area marginale (transizione), di 6800 ettari, dove sono contemplate attività economiche più intense.
Nella riserva di Lufira vivono  circa 15 mila persone che praticano essenzialmente agricoltura, caccia e pesca. Negli ultimi anni l'ambiente è fortemente a rischio a causa del taglio indiscriminato di legna da ardere purtroppo anche nella zona di riserva integrale (core) oltre che per gli incendi finalizzati alla creazione di aree di pascolo.

Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa

mercoledì 14 agosto 2013

Riserva della Biosfera di Luki

foto dalla rete
Luki è una Riserva della Biosfera del bacino del Congo nel sud-ovest della Repubblica Democratica del Congo. Estesa per 33 mila ettari, dista 400 chilometri da Kinshasa, circa 120 chilometri dall'Oceano Atlantico e solo 20 chilometri dalla città di Boma. Si tratta di un'area di foresta pluviale (lungo il fiume Luki, un affluente del Congo), posta tra i 150 e i 500 metri di altitudine, dove si alternano habitat anche molti differenti tra di loro. Oggi è una delle due aree di foresta primaria rimaste nel bacino del Congo.
Nel 1976 la Riserva (che già era un'area "riservata", ai fini dello sfruttamento delle risorse, durante l'epoca coloniale, intorno al 1937) è stata inserita dall'UNESCO tra le Riserve della Biosfera.
Nell'area vivono circa 7000 persone (mentre nelle immediate vicinanze i residenti superano i 100 mila). All'interno della riserva si pratica agricoltura (si coltiva ad esempio la banana, caffè, cacao) e agroforesteria, mentre restano alti i pericoli di disboscamento dovuto al commercio illegale del legname.
La riserva vede il coinvolgimento nella gestione e nella conservazione del WWF a partire dal 2004, il quale conduce anche programma di agrari soprattutto a favore delle donne. Si ha la consapevolezza che senza un radicale cambio nel quotidiano uso del territorio e delle risorse la foresta è destinata a sparire nell'arco di una generazione. Il valore della riserva non è tanto nella sua grandezza, ma nell'isolamento che ha mantenuto nel corso dei secoli.
Secondo le definizioni dell'UNESCO il core area (riserva integrale) di Luki è di 6800 ettari, il buffer area è di 5200 ettari, mentre la transition area (dove sono previsti insediamenti umani ed economici) è di 20900 ettari.

Vai alla pagina di Sancara sulle Riserva della Biosfera in Africa

mercoledì 6 marzo 2013

Riserva della Biosfera Dimonika

La riserva della biosfera Dimonika si trova in Congo, nelle regione del Kouilou, sulle Montagne Mayombe a circa 50 chilometri dalla costa atlantica. Si tratta di un'area di circa 130 mila ettari di foresta umida tropicale, posti ad un'altitudine tra gli 80 e gli 800 metri. Due fiumi principali attraversano la riserva: il Loubano e il Ngone.

Nel 1988 l'area è stata inserita all'interno della lista della Riserve della Biosfera, nel programma Uomo e Ambiente dell'UNESCO. Inizialmente la sua superficie era di 62.500 ettari, poi estesi agli attuali spostando verso nord il confine. Oggi la ripartizione - secondo la classificazione delle Riserve della Biosfera - vede circa 91 mila ettari di zona centrale (core) dove è prevista la quasi esclusiva attività di ricerca, circa 27 mila ettari di zona buffer (dove è consentita l'attività umana) e circa 18 mila ettari di area di transizione.

L'area della riserva è attraversata dalla ferrovia che da Brezzaville conduce a Pointe Noire (Chemin de Fer Congo-Ocean), costruita dai francesi tra il 1924 e il 1931, che ha favorito gli insediamenti abitativi. Infatti sono oltre 20 mila gli abitanti all'interno della riserva, che principalmente vivono di agricoltura (banana e cassava), pesca e caccia. Inoltre sono presenti giacimenti di oro. Non sempre la popolazione, proprio a causa delle restrizioni imposte, ha un ottimo rapporto con la Riserva.

Nella riserva si possono vedere ancora elefanti, mandrilli, gorilla, scimpanzè, piccole scimmie, bufali e coccodrilli,  mentre, stando ai dati della Birdlife International,vi sono circa 270 specie di uccelli. Sono 45 le specie di serpenti osservate.

La stagione delle piogge dura da ottobre ad aprile, con febbraio mese più piovoso.

Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa

sabato 26 gennaio 2013

Parco Nazionale Odzala

foto dalla rete
Il Parco Nazionale Odzala è sito nel nord-ovest del Congo ed è esteso su di un'area di 13.600 chilometri quadrati, nel cuore dell'enorme area di foresta tropicale sul bacino del fiume Congo. Costituito nel 1935 in epoca coloniale francese, è stato poi esteso nel 2001. Oggi costituisce il miglior habitat dell'Africa Centrale per gli elefanti e per i gorilla occidentali (sebbene questi ultimi decimati da una recente - 2010 - epidemia di Ebola). Nel 1977 il parco è diventato Riserva della Biosfera protetto dall'UNESCO, mentre dal 2008 è candidato a diventare Patrimonio dell'Umanità.
La Riserva ha una grande biodiversità, rappresentata da una molteplicità di habitat che vanno da foresta primaria, all'altopiano ondulato, alla savana, alla foresta pluviale fino al bacino fluviale del Mambili. Nel parco di conseguenza vivono una grande varietà di specie animali e vegetali. Oltre 4400 piante censite, 114 mammiferi (di cui 16 specie di primati), oltre 400 specie di uccelli ed un incredibile numero di farfalle. Oltre agli elefanti e ai gorilla, è possibile osservare grandi quantità di antilopi (tra cui la sitatunga), bufali, iene, scimpanzè e ippopotami.

Come tutte le riserve della biosfera, nel parco oltre a svolgersi attività di ricerca e di eco-turismo, vi sono degli abitanti permanenti. Gli ultimi dati parlano di circa 60 mila persone, distribuite in oltre 70 villaggi posti alla periferie dei confini del parco. Gli abitanti sono principalmente di etnia Mbako, Bakote e Mongombo.
I maggiori pericoli per il parco non provengono però dalle economie di sussistenza dei suoi abitanti (che cacciano, coltivano e raccolgono legna), ma dai bracconieri (i 16-18 mila elefanti fanno molto gola ai commercianti illegali di avorio) e dalla deforestazione selvaggia per accaparrarsi i pregiati legni.

Dal novembre 2010, il governo del Congo ha stretto una convenzione, della durata di 25 anni, con l'African Parks Networks, a cui ha affidato il managment del parco. Nel 2011 è stata costituita una fondazione, la Odzala-Kokoua Foundation che ha lo scopo di gestire questo straordinario polmone del pianeta.
foto dalla rete

Nell'area vi sono due stagioni delle piogge (marzo-maggio e settembre-dicembre), che rendono, soprattutto nei mesi si maggio e novembre il parco praticamente impraticabile per il turismo (le strutture ricettive chiudono). Mesi ideali per la visita sono dunque gennaio e febbraio e il periodo giugno-agosto.
Nel parco vi sono attrezzatissimi camp dove alloggiare e da cui partire per le visite.

Un sito dedicato alla conservazione del  Parco Odzala
La pagina su Odzala dal sito African Parks
Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa

mercoledì 3 ottobre 2012

La Foresta di Basse-Lobaye

Il bacino del Congo (dalla rete)
La Foresta umida tropicale di Basse- Lobaye è una Riserva della Biosfera posta nel sud della Repubblica Centro Africana istituita nel 1977 dall'UNESCO. La Riserva, non distante dalla capitale Bangui, ha una superficie complessiva di 18.200 ettari e si sviluppa lungo le direttrici del fiume Lobaye (affluente del Congo) su un altopiano posto mediamente a 500 metri di altezza. E' una zona dove piove molto (1760 mm annuali) con una breve stagione secca nel mese di dicembre.
E' un luogo non molto conosciuto e frequentato e. per certi versi, quasi del tutto inaccessibile.
La foresta è oggetto di attenzioni a partire dagli anni '90, quando l'Organizzazione Non Governativa OCDN (Organisation Centrafricane pour la Defense de la Nature) inizia a studiarne la mancanza di managment di concerto con l'IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura). La situazione della foresta è in pericolo. Bracconaggio, distruzione delle terre e uso improprio del territori hanno reso scarsa la presenza di animali, ad eccezione degli uccelli (alcuni studi hanno portato a contare 332 specie di uccelli diversi presenti nella foresta). A partire dal 2010 il managment della Foresta è affidata ad un progetto dell'ECOFAC, sostenuto dalll'Unione Europea.
Del resto nell'area della Riserva della Biosfera vivono popolazioni di pigmei Aka, che oltre ad essere oggetto di studio, traggono la loro sussistenza dalla risorse - sempre più scarse - presenti nella foresta. A nord invece sconfinano all'interno altre etnie.
Nella Riserva si pratica agricoltura, caccia e pesca.

E' in corso anche un tentativo di espandere l'are della Foresta portando a 73.300 ettari.

Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa

lunedì 9 luglio 2012

Da oggi l'UNESCO decide sulle nuove Riserve della Biosfera

L'area del Ferlo, in Senegal (foto dalla rete)
Inizierà stamane a Parigi la 23° Sessione del Coordinamento del Consiglio del Programma Man and Biosphere, l'organismo designato a tutelare, promuovere e includere in una speciale lista le Riserve della Biosfera del Mondo
La Riserve della Biosfera sono ecosistemi del pianeta in cui si associa la conservazione della biodiversità con lo sfruttamento sostenibile, da parte delle popolazioni locali, delle risorse presenti.
Il Meeting si chiuderà il 13 luglio. Sancara ha dedicato un'apposita pagina alle Riserve della Biosfera dell'Africa, che sono oggi 74 distribuite in 33 paesi. 
Nel Mondo sono complessivamente 580 le Riserve della Biosfera, in 114 paesi.
Sono complessivamente 27 le candidature per il 2012 (4 africane), mentre 4 sono le richieste di estensione di Riserve della Biosfera già inserite nella lista.

Al consiglio arriveranno 15 proposte raccomandate dalla commissione che ha preparato l'istruttoria, di queste quindici, 3 sono Africane.
Esse sono:

- La foresta di Sheka in Etiopia, una straordinaria foresta tropicale di oltre 238 mila ettari, tutelata dalle popolazioni locali;
- L'isola di Principe, a Sao Tomè e Principe, l'isola vulcanica dell'arcipelago;
- La zona semi-arida del Ferlo nel nord del Senegal, oltre 2 milioni di ettari di area predesertica ancora interessata dall'allevamento.

Vi sono altre 6 proposte che pura vendo un parere favorevole della Commissione, necessitano di ulteriori indagini.

Vi sono poi altre 5 proposte che la commissione ha deciso di rinviare, tra cui un sito africano. Si tratta dell'area del fiume Gouritz in Sudafrica, che la commissione ritiene ancora "immatura" per lo scarso coinvolgimento della popolazione locale e degli istituti di ricerca.

Infine, vi è un sito spagnolo, che la commissione ha decisamente bocciato.



venerdì 11 maggio 2012

Parco Nazionale di Waza

Foto da Wikipedia
Il Parco Nazionale Waza, nell'estremo nord del Camerun (praticamente nella sottile striscia di terra posta tra la Nigeria e il Ciad), fu creato nel 1934 come riserva di caccia. Si estende su di una superficie di 1.700 km quadrati (170.000 ettari) e dal 1968 è diventato Parco Nazionale. 
Dal 1979 il Parco è divenuto una Riserva della Biosfera. Il Parco è gestito direttamente dallo Stato, attraverso un servizio facente capo al Ministero dell'Ambiente e della Conservazione della Natura del Camerun. Con un altitudine media di 300 metri, il Parco si pone in una zona di confine tra il Sahel e la savana, divenendo un habibat di grande valore per la biodiversità. Nel Parco vivono ancora leoni - sebbene la popolazione stia diminuendo in modo drammatico anche a causa del commercio illegale delle pelli (le ultime stime parlano di una ventina di esemplari) ed elefanti. Naturalmente è possibile vedere altri mammiferi (antilopi e giraffe in particolare) e un numero vicino alle 400 specie di uccelli. Il Parco è aperto dal 15 novembre al 15 giugno, all'interno non vi sono strutture (se non alcuni piccoli villaggi) ed è possibile alloggiare nei dintorni.
Un tempo il parco era un ottimo esempio di buona gestione, che prevedeva anche un buon coinvolgimento delle popolazioni locali. Per dare il metro della situazione all'inizio degli anni '80 vi lavoravano 25 guardia-parchi, che nel 2005 erano diventati 7. Recentemente - grazie alla cooperazione della sezione olandese dell'IUCN - l'Organizzazione Mondiale che si occupa della conservazione della natura - la situazione sembra in netto miglioramento.
Giraffa a Waza (dalla rete)
Inoltre il Parco - le cui acque fanno parte del grande bacino del Ciad - ha risentito negativamente della costruzione della Diga Maga, che ha ridotto notevolmente l'apporto idrico, generando una lenta distruzione delle piante acquatiche e di conseguenza la diminuzione degli animali, in particolare delle antilopi. Recentemente, nel 2002, è stato varato un progetto di reinondazione del bacino idrico presente nel parco al fine di ripristinare quanto più possibile l'habitat naturale. E' chiaro che tutta l'area risente dalla grave "patologia" derivante dell'inesorabile prosciugamento del Lago Ciad.

Ecco la scheda di Birdlife, sugli uccelli del Parco di Waza.
Vi segnalo anche questo interessante articolo del 2009 sul rischio di estinzione dei Leoni dal Parco di Waza, frutto di un'accurato monitoraggio.

Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa

venerdì 20 aprile 2012

Mare aux Hippopotames, il Lago degli Ippopotami

Il Lago degli Ippopotami (Mare aux Hippopotames) è un Parco Naturale del Burkina Faso, creato il 26 marzo 1937 e dal 12 gennaio 1977 divenuto Riserva della Biosfera dell'UNESCO. Si trova una cinquantina di chilometri a nord della città di  Bobo-Dioulasso ed ha una superficie di circa 19.200 ettari. L'area della riserva ha un'estensione di 168.000 ettari.
Il lago, che da il nome al parco, ha una superficie di 600 ettari (che si riduce a 120 durante la stagione secca) e nelle sue acque vivono una cinquantina di ippopotami (Hippopotamus amphibious) ( (46 nel 2012, erano 68 nel 1985, mente nell'intero Burkina Faso si stimano tra i 500 e 1000 gli esemplari). Il lago è originato dalle acque sorgentizie di destra del fiume Volta (Volta Nero o Mouhaun). Oltre ad una ricca flora acquatica, il parco è costituito da foresta e savana, che si sviluppa intorno ai 300 metri di altitudine.
Tra gli animali che si possono vedere gli Alcelafo, il Tragelafo (specie di antilopi), l'elefante, il leopardo, il ghepardo, la iena, babbuine e cercopitechi.

Dal 27 giugno 1990 il Mare aux Hippopotames è stato inserito tra i siti tutelati dalla Convenzione di Ramsar (oggi sono 2005 nel mondo) che si occupa, a livello internazionale, delle zone umide e in particolare di quelle che sono importanti habitat di uccelli acquatici.

Nell'area della riserva, che secondo le classificazioni UNESCO comprende 68.000 ettari di core area (riserva integrale), 90.000 ettari di buffer zone (area dove si svolgono attività economiche sostenibili) e 28.000 ettari di transition area (dove sono previsti insedimenti umani), vivono circa 29.000 persone, distribuiti in una decina di grandi villaggi. Appartengono all'etnia Bobo e Dioula, oltre che alcuni Mossi, e svolgono attività produttive come la pesca, la raccolta del miele e alcune produzioni artigianali.
La riserva è anche frequentata da un migliaio di "eco-turisti" all'anno.

Ecco la scheda del Birdlife International

Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa

mercoledì 11 aprile 2012

Parco Nazionale W Region

I confini del Parco della W Region
Il Parco Nazionale della W Region è una straordinaria area di biodiversità che interessa tre paesi: Niger, Burkina Faso e Benin dell'Africa Occidentale.
Il territorio complessivamente si estende per 1 milione di ettari (550.000 in Benin, 250.000 in Burkina Faso e 220.000 in Niger) ed è diventato zona protetta nel 1926 e dal 4 agosto 1954 è, per decreto, Parco Nazionale (tra i primi in Africa Occidentale).  
Oggi rappresenta il parco più esteso dell'Africa Occidentale. E' situato lungo i meandri del fiume Niger, che in quella zona forma, con le sue anse, una sorta di W, da cui il nome. La zona del Niger del Parco è dal 1996 Patrimonio dell'Umanità UNESCO e Riserva della Biosfera dell'UNESCO. Nel 2002, l'area della Riserva della Biosfera è stata estesa anche al Burkina Faso e al Benin, divenendo la prima Riserva transfrontaliera africana. Attualmente l'area complessiva della riserva della biosfera comprende oltre 3 milioni di ettari, di cui 1 milione di parco vero e proprio (core area, nelle definizioni delle Riserve, ovvero l'aria maggiormente protetta e soggetta ad attività di ricerca), 510 mila ettari di zona buffers (cioè abitata in modo ecosostenibile) e oltre 1,5 milioni di ettari di zona di transizione.
Caratteristiche anse del fiume Niger (da Wikipedia)
Del resto la zona del fiume Niger fin dal Neolitico è stata caratterizzata da una forte presenza dell'uomo che intereagiva con l'ecosistema ambientale.
A tal proposito vi segnalo questo articolo di Alessandra Ghisalberti, dell'Università di Bergamo, sulle migrazioni delle popolazioni nell'area del Parco W che sottolinea come le migrazioni delle popolazioni nell'area periferica della Riserva, rappresenti una questione strategica per la conservazione e la tutela della stessa.


Vi posto anche il link a questo video del Ministero del Turismo e dell'Artigianato del Niger, che presenta l'area "alla periferia" del Parc W du Niger, che vale la pena essere visto.

Il parco è caratterizzato dalla presenza dei grandi mammiferi (ippopotami, bufali, leoni, leopardi, giraffe, elefanti) ed in particolare dall'esistenza degli ultimi elefanti dell'Africa Occidentale e dalla rara Giraffa dell'Africa Occidentale (Giraffa camalopardalis peralta), che oggi sopravvive in natura con solo 200 esemplari e che una volta occupava l'area che si estende dal Senegal al Lago Ciad. Altra specie animale in pericolo che vive nel parco è il Licaone.
Inoltre sono state osservate oltre 350 specie di uccelli e una grande varietà di alberi e arbusti.

Il parco ha una struttura geografica collinare (altitudine tra i 200 e i 400 metri), ed è visitabile tutto l'anno, sebbene nella stagione delle piogge (giugno-settembre) l'accesso è molto più difficoltoso. I mesi migliori per vedere gli animali sono la stagione secca, tra febbraio e maggio.

Comunque ecco il sito ufficiale del Parco

Vai alla pagina di Sancara sui Patrimoni dell'Umanità UNESCO in Africa
Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa

lunedì 26 marzo 2012

Tassili n'Ajjer

Tassili n'Ajjer è una catena montuosa del sud-est dell'Algeria (letteralmente significa "altopiano dei Tuareg") al confine con la Libia, il Mali e il Niger. E' un massiccio che si estende, di fatto nel deserto del Sahara, per circa 500 km ed è dominato dal monte Afao che raggiunge i 2160 metri. E' un sito di straordinaria importanza per molteplici aspetti. Quelli geologici, poichè di tratta di una catena montuosa di arenaria (roccia sedimentaria) che è stata livellata dal vento e dalle acque per millenni e che oggi presenta oltre 300 archi di roccia che danno al paesaggio una immagine fantastica. Vi è una - nonostante la collocazione desertica della catena montuosa - ricca vegetazione nella parte montana, costituita anche da arberi e arbusti rari, che fa di Tassili N'Ajjer un ecosistema molto particolare. Infine, nell'area sono stati scoperti siti archeologici di epoca preistorica che contengono elementi di arte rupestre risalenti al neolitico. Per tutte queste ragioni l'area è diventata prima un Parco Naturale, poi un sito Patrimonio dell 'Umanità dell'UNESCO (1982) e in fine una Riserva della Biosfera (1986).
Il sito complessivamente occupa 72.000 km quadrati

Gli elementi più straordinari del sito sono le pitture e le incisioni ruspestri che hanno permesso approfonditi studi sull'epoca preistorica. Nel sito sono stati, fino ad oggi, scoperte oltre 15000 incisioni che attraversano il periodo tra il 10.000 A.C. e il primo secolo D.C. Un patrimonio di conoscenze ed informazioni che fu scoperto nel 1933 dalle guide tuareg a seguito dei soldati francesi in Algeria e che successivamente ha visto il grande lavoro dell'etnografo, esploratore e studioso francese Henri Lhote (1903-1991) a cui si devono decenni di studi e di scoperte sui Tuareg, sul Sahara e sul Tassili. Lhote che visse negli anni '50 alcuni anni nell'area, catalogò e ricopiò ogni incisione. Del suo lavoro scrisse anche un libro, Alla scoperta del Tassili (tradotto in italiano nel 1959 da Il Saggiatore e ripubblicato nel 2006 da Robin Editore).
da Natural Arches
Un'altro aspetto di meravigliosa bellezza del Parco di Tassili n'Ajjer sono gli archi di pietra (ne sono catalogati circa 300) prodotti nei secoli dall'erosione di vento, sabbia e acqua. Questo sito (Natural Arches) ne cataloga molti, con fotografie, descrizione e georeferenziazione. Sono sculture naturali di rara bellezza.
Infine vi sono aspetti legati alla vegetazione delle montagne di Tassili che vedono la presenza di alcune rare piante, tra cui il Cipresso del Sahara (Cupressus depreziane), un albero millenario, che oggi non riesce, a causa delle condizioni climatiche estreme, a riprodursi. Ne sono stati censiti 230 esemplari. Non manca poi l'olivo selvatico e alcune specie di mirto.
Come tutte le Riserve della Biosfera, anche quella di Tassili n'Ajjer, vede la presenza di un popolazione, stimata tra i 1000 e 3000 persone, di Tuareg nomadi e sedentari, che vivono di pastorizia, agricoltura e recentemente con il turismo che ha visto un grande sviluppo nell'ultimo decennio.


Vai alla pagina di Sancara sui Patrimoni dell'Umanità in Africa
Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa

venerdì 18 novembre 2011

Parco Nazionale di Niokolo-Koba

Il Parco Nazionale di Niokolo-Koba, si trova in Senegal, lungo le rive del fiume Gambia, non lontano dai confini con la Guinea Bissau. Si estende attualmente in un'area di 9130 km quadrati, quasi interamente pianeggianti (il punto più alto è costituito dal Monte Assirik, alto 311 metri). Originariamente, nel 1926, l'area era una Riserva di Caccia, divenuta Riserva Forestale nel 1951 e Riserva Faunistica nel 1953. Fu istituito come parco il 1 gennaio 1954, esteso progressivamente fino all'attuale estensione nel 1969 e nel 1981 inserito tra i Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO e tra le Riserve della Biosfera (vedi scheda UNESCO). L'inserimento nel Patrimonio dell'Umanità è dovuto alla peculiarità dell'esosistema che con la presenza di quattro fiumi (Gambia, Niokolo, Koulontor e Sereko) rappresenta ambiente umido di primaria importanza.
Dal 2007 è stato inserito tra i siti a rischio a causa del bracconaggio, degli incendi, della progressiva perdita d'acqua delle pozze, vitali per gli animali e per un livello di managment piuttosto scarso. Sono in corso programmi per la salvaguardia del sito.
Nel parco vivono oltre 70 specie di mammiferi, 36 specie di rettili e 330 specie di uccelli, oltre che 1500 specie vegetali.
Tra le specie maggiormenti presenti nel parco vi sono antilopi (in particolare Derby Eland - Taurotragus derbianus, la più grande antilope africana), scimmie (babbuini in testa), leoni, leopardi, facoceri, ippopotami e coccodrilli.
Essendo anche una Riserva della Biosfera, vi è una permanenza interna della popolazione locale che è dedicata soprattutto all'agricoltura, alla pastorizia e all'attività turistica. Oltre naturalmente alla ricerca (presente nelle Riserve della Biosfera) il sito è anche sede di una Scuola Forestale che forma guardia parchi.
Negli anni novanta fu tentata un'operazione (finanziata dall'Unione Europea) di mettere in rete Niokolo Koba e il parco Bandia della Guinea, ma i risultati non sono stati duraturi. Le ultime testimonianze raccontano di un parco dove è sempre più difficile vedere i grandi mammiferi. Resta pur sempre un'ambiente, per le sue caratteristiche, da vedere.
Nel parco è possibile alloggiare al Simenti, un lodge sul fiume. Oggi ristrutturato ed accogliente.


Sono stato a Niokolo Koba nel febbraio del 1994. Eravamo partiti, con la nostra macchina, da Bansang (con me Raffaella e l'amico Fabio, che era passato a trovarci). Giungemmo a notte fonda all'ingresso del parco e trovammo un posticino dove dormire nelle vicinanze. Al mattino entrammo nel parco. Contrariamente a quanto accade nei grandi parchi dell'Africa dell'Est non vi era nessun obbligo di avere una guida e si poteva liberamente scorrazzare in macchina per il parco. Le strade, tutte sterrate, erano secche in quella stagione (in Africa occidentale le piogge giungono sul finire di maggio per protrarsi fino ad ottobre). A proprio rischio si poteva scendere e gironzolare a piedi per il parco, cosa che naturalmente facemmo in abbondanza e con grande divertimento. Incontrammo una comunità molto numerosa di babbuini (una quarantina) nei pressi del fiume. Scendemmo dall'auto e ci avvicinammo in silenzio a piedi. Passammo una buona oretta ad osservarli, sempre più vicini, fino a quando il gruppo, probabilmente non più impaurito, iniziò ad avvicinarsi troppo. I maschi adulti non sembravano eccessivamente socievoli e fummo costretti a rientrare in auto. In poco tempo (avevamo un pick-up) l'auto fu giocosamente assalita dai babbuini che si allontanarono solo quando accendemmo il rumoroso motore. A Niokolo Koba vedemmo una gran quantità di gazzelle e antilopi, facoceri, piccoli ippopotami nel fiume, babbuini e scimmie in abbondanza nonchè uccelli di grossa taglia che stazionavano nelle pozze d'acqua. 
Solo al tramonto, giungemmo al Simenti (nella foto) (allora vi erano solo due luoghi ove dormire all'interno del Parco e uno era chiuso). Eravamo gli unici avventori, dormimmo infatti nella grande stanza comune. Guardando oggi il sito dell'Hotel Simenti, la situazione mi sembra molto diversa. Vi era però uno spettacolo stupendo: il tramonto (e il successivo chiarore lunare) dalla terrazza che guardava al fiume. Lo scenario è straordinario e si odono i suoni della foresta pluviale. Quando il buio attanaglia l'orizzonte, la luna illumina gli occhi dei coccodrilli che vivono nel fiume, uno spettacolo straordinario. Passammo i due giorni successivi alla ricerca dei leoni (allora si parlava di poche unità presenti nel parco), che non incontrammo. Fummo fortunati ad incontrare un leopardo. 
Mi è rimasta la sensazione di un luogo, da un punto di vista paesaggistico, di una straordinaria bellezza, ma molto trascurato.




Vai alla pagina di Sancara sui Patrimonio dell'Umanità in Africa
Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa

venerdì 4 novembre 2011

Parco Nazionale di Chrea

Il Parco Nazionale di Chrea, è uno dei più piccoli parchi naturali d'Algeria. E' situato nella regione di Blida a circa 50 Km a sud-ovest di Algeri. Prende il nome dalla vicina città omonima.
L'ecosistema del Parco costituisce la grande riserva d'acqua delle città di Algeri, Blida e Medea. nonchè un importate sistema di conservazione di specia vegetali e animali.
Dal 2002 il Parco è inserito nella liste delle Riserve Monndiali della Biosfera dell'UNESCO.
A Chrea, che fu anche uno dei luoghi preferiti dal rivoluzionario Franz Fenon e base del Fronte di Liberazione Nazionale durante la guerra d'Algeria,  vi è anche una delle poche stazioni sciistiche dell'intera Africa. La stazione fu praticamente chiusa nel periodo dal 1992 al 2003, quando l'area divenne una delle maggiori basi della GIA (Gruppo Islamico Armato) durante la recente guerra civile algerina.
Tra gli animali del parco vive anche il Macaco Berbero (Macaca sylvanus), unica specie di primate che vive sopra il deserto del Sahara, di cui avevo già parlato nel post dedicato al Parco nazionale di Djurdjura.
All'interno del parco vivono anche molti esemplari di Cedro (Cedrus atlantica), recentemente minacciati da un'infestazione di insetti del genere Thaumatopoea pitycampa, più nota come Processionaria del pino e che è considerata una delle peggiori minacce alla sopravvivenza delle pinete mediterranee.
Complessivamente sono oltre un migliaio di specie animali e vegetali ospitate nel parco.
La riserva - che complessivamente occupa un'area di 36.985 ettari - svolge molto bene la sua funzione di Riserva della Biosfera. Vi è un centro di ricerca che organizza seminari e studi per gli studenti, vi è un eco-museo e a suo interno vivono oltre 1000 persone occupate per lo più come agricoltori e che appartengono a tre differenti culture: quella araba, quella berbera e quella andalusa. Secondo le classificazioni delle riserve della biosfera, l'area centrale (core) è di 5.706 ettari (riserva integrale e di ricerca), l'area tampone (buffer) dove è previsto il turismo (oltre 10.000 visite all'anno) e le attività eco-sostenibili è di 20.807 ettari, mentre l'area di transizione (abitata) è di 10.471 ettari.

Vai alla pagina di Sancara sulle Riserve della Biosfera in Africa